“Ieri sera il Vicepremier Rutelli ha detto a Ballarò che il governo ha cancellato la “tassa sui telefonini”. In realtà la tassa di concessione governativa sui contratti di abbonamento delle utenze telefoniche mobili (gettito 600 milioni di euro) è rimasta immutata. Il Governo ha invece, con una mossa ottusamente dirigista e populista, abolito per decreto il costo di ricarica; il che sarà compensato da un aumento delle tariffe e non comporterà alcun risparmio per i consumatori.
Per consentire risparmi occorrerebbe abolire la tassa sugli abbonamenti, che è la vera causa della “bolla” dei costi di ricarica e che costa agli utenti più del doppio.

Infatti come ha confermato un recente e del tutto ignorato rapporto dell’Antitrust e dell’Agcom, la tassa di concessione governativa comporta per l’utente medio, a parità di traffico, un aggravio di prezzo superiore al 40%, mentre l’aggravio medio di prezzo connesso alle spese di ricarica è pari “solo” al 18,3%.
Ora ripresenterò come emendamento, in sede di conversione del decreto-Bersani, la proposta di legge per l’abolizione della tassa sugli abbonamenti, che ho da tempo depositato con le firme di molti parlamentari di opposizione. E vedremo se in Parlamento Rutelli e il Governo verranno ad opporsi ad una proposta che, dicendo bugie in Tv, dicono di avere già realizzato.”