No Pacs – Sì Matrimonio!

Dopo la votazione delle mozioni sui pacs, con l’Udeur di Mastella che hanno votato le mozioni dell’opposizione anziché quella della maggioranza, si sta trasformando in una farsa il tentativo di far approvare una legge per riconoscere giuridicamente le coppie di fatto. Questa è la denuncia dell’associazione No God – Atei per la laicità dello Stato. Gli integralisti cattolici pronti a seguire le feroci direttive discriminatorie del Vaticano contro gli omosessuali piuttosto che il fondamentale rispetto della parità di diritti di tutti i cittadini, accusa l’associazione, fanno facilmente prevedere che non saranno approvati nemmeno gli obiettivi minimali propost. Preso atto di questo sostanziale immobilismo del Parlamento l’obiettivo della battaglia per i diritti civili deve cambiare e puntare esclusivamente su una legge che consenta il matrimonio anche alle coppie omosessuali. No God propone una legge composta da un unico articolo : "L’intera legislazione matrimoniale si applica a tutte le coppie di cittadini indipendentemente dal sesso anagrafico dei contraenti il vincolo. I contraenti assumono la qualifica di coniugi che sostituisce ogni precedente terminologia." Per sensibilizzare gli attori della politica nostrana esorta anche il popolo della rete ad inviare con un copia e incolla a Prodi e ai Capigruppo dei Partiti di maggioranza questo messaggio: Diritti uguali per tutti – NO ai Pacs SI’ al Matrimonio anche per le coppie omosessuali. L’ intera legislazione matrimoniale si applica a tutte le coppie di cittadini indipendentemente dal sesso anagrafico dei contraenti il vincolo. I contraenti assumono la qualifica di coniugi che sostituisce ogni precedente terminologia. Questi gli indirizzi a cui vi suggeriamo di inviare il messaggio a seconda delle vostre preferenze elettorali per L’Ulivo, al Capogruppo Dario Franceschini per Rifondazione, al Capogruppo Gennaro Migliore per la Rosa nel Pugno, al Capogruppo Roberto Villetti per i Comunisti Italiani, al Capogruppo Cosimo Giuseppe Sgobio per i Verdi, al Capogruppo Angelo Bonelli Per Romano Prodi, che come Capo del Governo è così furbo da non avere un indirizzo e.mail, vi suggeriamo questo come unico indirizzo possibile. Naturalmente potete inviare il messaggio anche a tutti questi indirizzi e pure al vostro deputato preferito il cui indirizzo potete trovare qui La proposta dell’associazione laica è molto più semplice delle invenzioni dei ministri Bindi e Pollastrini: Conviventi. La legge disciplina i rapporti tra "due persone, anche dello stesso sesso, legate da reciproci vincoli affettivi e che convivono stabilmente". Dichiarazione anagrafica. Per avvalersi di diritti e doveri indicati dalla legge i ‘conviventi’ devono presentare una dichiarazione congiunta all’anagrafe del Comune dove hanno la residenza. La dichiarazione è annotata nella scheda anagrafica. Da quel momento decorrono gli effetti della legge. Stessa dichiarazione si presenta all’anagrafe se la convivenza cessa. Doveri. I conviventi sono tenuti a prestarsi "reciproca assistenza e solidarietà materiale e morale nel rispetto dei principi di eguaglianza e pari dignità". Nullità della dichiarazione. E’ nulla la dichiarazione di convivenza se è resa da persone sposate; vincolate da un’altra dichiarazione di convivenza; con condanne (o rinvio a giudizio) per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altra o sulla persona con la quale l’altra era ‘convivente’; legate da rapporti di lavoro che obblighino ad abitare insieme, da vincoli di parentela o affinità, di adozione o affiliazione. Sanzioni. La falsa dichiarazione di convivenza è punita con la reclusione da 1 a 3 anni e la multa da 3000 a 10.000 euro. Assistenza. In caso di malattia o ricovero del convivente, l’altro ha il diritto di visitarlo ed accudirlo secondo le regole di organizzazione degli ospedali o delle cliniche private. Decisioni su salute e morte. Ciascun convivente può designare l’altro come suo rappresentante, in caso di malattia che comporta incapacità di intendere e volere, per le decisioni in materia di salute; e, in caso di morte, per la donazione di organi, le modalità di trattamento del corpo e i funerali. Permesso di soggiorno. La legge regola, sulla base della normativa comunitaria, la concessione del permesso di soggiorno allo straniero convivente con un cittadino comunitario. Alloggi pubblici. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano tengono conto delle convivenze per l’assegnazione di alloggi di edilizia popolare o residenziale pubblica. Affitto. In caso di risoluzione anticipata del contratto di affitto della comune residenza da parte del convivente locatario, l’altro può succedergli nel contratto, purchè la convivenza duri da almeno 3 anni o, se ci sono figli comuni, da almeno un anno. Sede di lavoro. La bozza del ddl fa un rinvio a legge e contratti collettivi di lavoro per regolare i trasferimenti e le assegnazioni di sede dei conviventi dipendenti pubblici e privati per mantenere la comune residenza. La condizione è che siano trascorsi almeno 5 anni (ma altri propongono 3) dall’inizio della convivenza. Pensioni di reversibilità. Il testo provvisorio rinvia al riordino della previdenza per disciplinare limiti e modalità dell’estensione dei relativi trattamenti al convivente da almeno "15 anni". Ma anche qui laici e sinistra vorrebbero 5. Diritti di successione. Sono ancora due le tesi che si confrontano. Da un lato si propone che quando i beni ereditari di un convivente vengono devoluti all’altro, l’aliquota fiscale sia il 5% del valore complessivo oltre 100.000 euro. Dall’altra si vorrebbe che, dopo 10 anni di convivenza, il convivente concorra alla successione legittima dell’altro. Successione. Il convivente ha diritto alla metà dell’eredità se alla successione concorre un solo figlio e ad un terzo se concorrono due o più figli. Se non ci sono figli (nati nel matrimonio o fuori), ascendenti, fratelli o sorelle, al convivente si devolve l’intera l’eredità. Alimenti. E’ previsto se la convivenza dura da almeno 5 anni, "con precedenza sugli altri obbligati", per un periodo stabilito "in proporzione alla durata della convivenza"


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