E’ la tassa sugli abbonati che ‘gonfia’ le telefonate

di Benedetto Della Vedova da Libero del 28 gennaio 2006 pag. 10

Sotto il lenzuolo di Bersani vi sono alcune cose buone, anche se poco faranno per la crescita di un’economia provata dalla smania di tassare di Visco, zavorrata da una spesa pubblica improduttiva e ingessata dallo strapotere sindacale.
Voglio qui prendermela, però, con una misura scivolata via tra applausi unanimi: l’abolizione per decreto delle spese per la ricarica dei telefonini. Il balzello dava fastidio, perché eccessivo e tale da garantire una rendita ingiustificata alle compagnie. In Italia il 92% dei telefonini funziona con la scheda ricaricabile e solo il resto con abbonamento e relativa bolletta. Perché? Semplice: sugli abbonamenti grava un balzello di Stato, la tassa di Concessione Governativa, che, oltre a portare 600 milioni di euro nelle casse pubbliche, a parità di telefonate rende più conveniente per l’utente medio ricaricare piuttosto che abbonarsi (come indicato dalle Autorità indipendenti).

Bastava togliere la tassa e la “bolla” delle ricariche si sarebbe sgonfiata. Invece Bersani ha cercato il massimo della popolarità riesumando una di politica dei “prezzi amministrati” che speravamo di avere lasciato alle spalle in nome del mercato e della concorrenza. Per questa misura non c’è che una definizione: populismo. Si cerca il consenso senza andare per il sottile e in spregio alle regole generali. A quando un decreto sul costo dei CD? E perché non abbassare il canone TV e l’abbonamento a Sky? Il costo della ricarica – azzerato quasi che fosse un servizio piovuto dal cielo – verrà trasferito sulle tariffe.
Si dice: le compagnie facevano cartello e il costo era poco trasparente e troppo alto. Giusto. Ma rimediare a questo abbiamo creato le Autorità indipendenti (Concorrenza e Comunicazioni), che già avevano annunciato provvedimenti. E qui sta un altro danno dell’azione populista di Bersani: l’esautorazione delle Autorità. Quale credibilità resterà ai presidenti Catricalà e Calabrò se Bersani li espropria per Decreto? Se il Governo torna al dirigismo, alle Autorità non resterà che il ruolo di uffici studi e di esecutori di decisioni altrui. Fino ad ora, stranamente, nessuno ha sollevato la questione: vi immaginate se lo sgambetto alle Authority fosse stato di Berlusconi?
Il Bersani più popolare è quello che meno ci piace e che giudichiamo pericoloso.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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