Liberalizzazioni: Della Vedova, micro-misure insufficienti

“Alcune delle misure micro-settoriali prese ieri dal Governo vanno nella giusta direzione di una maggiore apertura dei mercati.
L’azzeramento d’imperio dei costi di ricarica, invece, rappresenta una misura demagogica per la sua evidente popolarità, ma abusiva e dirigista (il compito spettava all’Authority), nonchè inutile (le compagnie non potranno che rifarsi sulle tariffe). Su questo la via maestra da seguire resta quella dell’abolizione dell’assurda tassa sugli abbonamenti telefonici.

Più complessivamente, nonostante la grancassa mediatica, bisogna ribadire che ciò che blocca l’economia italiana sono fattori macro come il livello della tassazione, della spesa pubblica, l’improduttività di una Pubblica Amministrazione paralizzata dalle rigidità imposte dal sindacato, con in prospettiva il rischio di un ritorno al passato nel mercato del lavoro, assenza di concorrenza nei settori strategici solo parzialmente liberalizzati, come l’energia, i trasporti, le telecomunicazioni, o in regime di monopolio, come la scuola, la sanità e i servizi pubblici locali. Del resto, come ha osservato trionfante il capogruppo dei Comunisti Italiani Sgobio, non sono stati toccati i “settori-chiave”.
Aprire un’impresa in un giorno e non in quindici, poi, è un fatto di per sé ininfluente rispetto gli ostacoli fiscali, burocratici, sindacali e di accesso al credito, che rendono difficile, a volte impossibile, non tanto l’apertura quanto l’attività e la crescita delle imprese.
Non sarà quindi l’apertura in un giorno ad aumentare il numero di piccole imprese, contro le quali, peraltro – come ha dimostrato la Finanziaria – questo Governo non ha mancato di operare.”


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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