Prodi fa solo piccoli passi. È ostaggio degli alleati

Intervista a Benedetto Della Vedova di Pier Carlo Batté
da La Provincia del 21 gennaio 2006 pag.2

«Aspettiamo Prodi al varco, se presentasse vere liberalizzazioni potremmo anche sostenerlo, ma per ora il premier si è limitato a poche misure di contorno»: è possibilista ma anche scettico Benedetto Della Vedova, deputato valtellinese dei Riformatori liberali, quella parte dei Radicali che ora milita nella Casa delle Libertà.

Berlusconi ha detto che il suo governo fu frenato nelle liberalizzazioni dagli alleati. Andò veramente così?
Non si può negare che lo sforzo liberalizzatore dell’ex premier si scontro con le resistenze di ampi settori della Lega e di An, anche se sul fronte del lavoro riuscì comunque a varare una grande liberalizzazione. E anche l’Udc nella scorsa legislatura era ben più timido sulle liberalizzazioni di quanto dimostri oggi.

Venendo all’oggi, il Cavaliere ha detto che potrebbe appoggiare provvedimenti importanti. Lo ritiene possibile?
Dal punto di vista teorico, sarebbe positivo per tutto il Paese se il governo presentasse delle vere liberalizzazioni, e in quel caso non potremmo certamente votare contro. Ma la realtà dell’Unione purtroppo è ben diversa.

Insomma, è scettico?

Le faccio un esempio. Il decreto sulla liberalizzazione dei farmaci poteva essere una scelta significativa, ma purtroppo è stato talmente caricato di tasse e obblighi vessatori che, alla fine, non poteva certo essere sostenuto dal centrodestra. Anche sull’abolizione dei costi delle ricariche dei telefoni cellulari è stata fatta solo un’operazione d’immagine: le vere liberalizzazioni sono ben altre, ma il governo è sotto scacco.

In che senso?

Prendiamo il caso dei servizi pubblici: certe ex municipalizzate dei Comuni amministrati dal centrosinistra sono localmente ben più potenti dell’Enel o dell’Eni. Ebbene, penso proprio che Prodi sarebbe in difficoltà a proporre delle vere liberalizzazioni in quei settori: danneggerebbe i partiti alleati che sostengono quei centri di potere.

Anche Prodi quindi è un liberale “ostaggio” degli alleati?
Lo è ben più di quanto lo fosse Berlusconi. Il Professore sa benissimo che se promuovesse vere liberalizzazioni perderebbe la propria maggioranza, soprattutto Rifondazione, Comunisti italiani e Verdi. Quindi per restare al potere dovrà occuparsi di operazioni di contorno, evitando di toccare i veri temi sul tappeto.


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