Mai così in basso

Da Jimmomo

Non c’è parola migliore di quella usata del direttore Bordin per commentare ciò che è accaduto ieri sera durante la consueta conversazione domenicale di Pannella a Radio Radicale: «Sgradevole». Anzi, una la aggiungo: squallido. Pannella ha praticamente fatto pesanti pressioni sul direttore, in diretta, per “licenziare” Capezzone dalla rassegna stampa della domenica mattina. Cappato, poverino, non ha uno spazio così privilegiato. Certo, Capezzone “naturalmente dirà che gli facciamo mobbing”, ironizza Pannella. “Non avrebbe tutti i torti”, mormora Bordin, pronto a piegarsi ai «superiori interessi» del partito, dice sarcasticamente. “Anche tu con il mobbing?!”, ribatte Pannella. E Bordin, duro: «Pannella, io non ho paura di niente e di nessuno… a me al massimo mi puoi licenziare, fare mobbing no!». «Facciamo così…», sta per proporre Bordin. “Ma quale decidiamo assieme, ma quale adesso, come editore non ho mai interferito”, reagisce bruscamente Pannella: «Lo fai tu», e in un “altro contesto”, perché “tutte le decisioni spettano a te e hai la massima libertà” [Gulp !]. Ok, reagisce Bordin, che di Capezzone non è certo un fan: allora “decido che la rassegna della domenica non si cambia”. Dunque, prima le pressioni in diretta radio, inequivocabili, dopo le molte in privato. Il direttore fa per adeguarsi ma l’editore se ne lava le mani. Pressioni? Macché! “Io ho deciso, ma lo fai tu”. Bell’ipocrisia, peccato che è tutto andato in onda. Capezzone è “Capezzone”, ma pensate a chi viene messo alla porta senza essere nessuno… Onore al direttore Bordin, che ha affrontato una situazione imbarazzante e oltraggiosa con una pazienza che non so dove abbia trovato e con grande dignità. Per il resto, più che sgradevole, un segno evidente di decadenza e di degrado. Ecco il video, qui sotto la trascrizione integrale: Pannella: Da quando c’è la tradizione che il segretario del partito parla la domenica mattina… Bordin: Per la verità c’era la rassegna stampa di Daniele Capezzone, poi è diventato segretario del partito e ha continuato a parlare la domenica. P: No-no-no, lui faceva, quando non era segretario del partito, delle cose la sera… B: No, faceva la rassegna stampa la domenica. P: Bene, andremo a vedere le carte. B: E non c’è dubbio. P: Comunque è chiaro che almeno per cinque anni, se tanto è durato, era segretario del partito… B: E non c’è dubbio. P: Quando l’ex segretario del partito la fa la domenica e la fa in un modo egregio, ma anche manifestamente autopromozionale, sul piano politico per carità, be’ qualche osservazione si può anche fare. Io so che, per esempio, parlando in Direzione, Cappato, dell’Associazione Coscioni, dice “vorrei essere provato anch’io un tantino se c’è la possibilità…” B: Fare la rassegna stampa?! P: Sì, ma non lo diciamo al direttore, perché il direttore com’è noto ha la massima libertà, semmai un aiuto del soggetto politico radicale l’altro, nel dire quello che è il Partito Radicale Transnazionale, o Radicali italiani, o, o, o, cioè soggetti come Radio Radicale… B: Però scusa questo è sgradevole, perché in verità… P: Sì?! B: Sì, embe’ un po’ sì eh… P: No no, ma ascolto. B: Eh no, che devi ascoltare?! Dunque… P: Come non devo ascoltare?! B: … Credo che l’Associazione Coscioni abbia grandi spazi e Marco Cappato alza il telefono e va in onda, non cè alcun problema… la segretaria attuale… P: No, no, il problema non è dell’onda… B: Ahhh, è della rassegna stampa?! P: … è della domenica mattina che ha, come sappiamo, un primato di ascolti per mille motivi… B: Ma non è vero! P: … perché la gente sta a casa, perché non va in uffficio, perché non sta dappertutto, questo è pacifico… B: No! ma comunque se vuoi sì… no, non è così! [riso ironico] P: Allora una valutazione è che la domenica mattina c’è più gente libera di ascoltare la radio come capperi gli pare, invece di andare in ufficio, a scuola con i bambini, eccetera… B: Sì, questo è vero ma… P: E’ vero per l’80% dei cittadini di questo paese. B: Vabbe’, tanto purtroppo non abbiamo dati d’ascolto affidabili non possiamo… P: Quindi non avendoli dobbiamo andare a naso. B: Allora senti, facciamo una bella cosa: decidiamo che la programmazione della domenica mattina viene decisa dal partito, io non ho alcun problema! P: E tu sai che questo sarebbe offensivo dirlo sia a un elettore sia a un militante radicale. B: Sì, ehhh lo so, però purtroppo è così! P: No, l’unico problema è che tutti possono essere sottoposti a delle attenzioni che possono essere anche attenzioni non polemiche ma critiche, non a un operato specifico della radio, e questo significa… Cosa hai detto un momento fa? Decidiamo assieme?! Decidiamo assieme nulla!! B: Perché? Come editore della radio hai tutto il diritto di… P: No, perché com’è noto io come editore della radio non ho mai mai mai mai mai accettato di interferire o di dare indicazione. Come facevo prima di essere editore, molto prima, come ascoltare militante interessato alla radio lo facevo prima lo faccio anche adesso. Intervengo, segnalo magari le cose tecniche che la mattina o la sera possono non andare e basta. C’è anche poi una situazione… B: Mmmh… P: Nella quale se uno ha l’onestà intellettuale di indicare che un piccolo problema c’è e tra l’altro fra di noi ne abbiamo accennato a questo piccolo problema, già Massimo, no? B: Mmh, mmh. P: E io ho sempre detto boh boh, no? Come per dire non è un problema centrale, per dire che poi il problema è della radio. Se poi però viene fuori che questo spazio della domenica mattina… io lo ritengo, ritengo che sia un ottima rassegna stampa, sia fatta come un’ottima rassegna stampa, però ritengo anche che sia un punto, direi, piuttosto privilegiato di ascolto e di posizionamento eccetera… che a mio avviso si è composto per moltissimi anni con una presenza un po’ anomala, ma propria di Radio Radicale, per sua scelta, del segretario di… Non del segretario del partito, del segretario di una delle associazioni, Radicali italiani, no? [E qui torniamo alla domanda: se RI è solo un’associazione, non il partito, perché l’incompatibilità è scattata per Capezzone e non anche per i vertici delle altre associazioni che sono divenuti deputati?] B: Mmmh… P: Tutto qui. Ciò precisato, naturalmente adesso verrà fuori che gli vogliamo fare del mobbing, togliergli il lavoro, non so che cosa del genere, ma non bisogna accettare, io non intendo accettare il ricatto… di questo tipo. B: Be’, insomma, eh… eh, vabbe’, ho capito però, va bene. Vabbe’ allora io diciamo che mi riservo una decisione perché ti confesso che… P: Relativa a che cosa? B: Relativa alla rassegna stampa della domenica. P: Ma tu l’hai sempre… La decisione è sempre tua. Nel passato, questa attuale e quelle future, son sempre tue. B: Va bene! Ma tu sai benissimo che io non ho alcuna voglia di mettermi molto contro i superiori interessi della politica che naturalmente è mia e che mi piace sostenere. Detto questo… P: Ma i “superiori…” ah be’ anche tu hai paura del mobbing, non ho capito… B: Pannella, io non ho paura di niente e di nessuno quindi figurati se ho paura. Così no eh! Così no! P: Ma esiste qualche “superiore”? Ma per ciò. No, dico, del mobbing… del mobbing. Eh, ma ti ho detto del mobbing. B: Ti sto dicendo che a me al massimo mi puoi licenziare, fare mobbing no, eh! Hai capito? Ecco, questo… lo capisci, va bene? P:
No, ecco, no, ma io quello che… non te ne sarei accorto, rispondevo a una cosa che tu dicevi, che ti inchinavi ai “superiori intreressi” del pa… B: E certo… P: “Superiori” un cavolo di nulla, io non sono un tuo “superiore”! B: Chi te l’ha mai detto… se cercavo i “superiori” facevo il militare, che stai dicendo, dài… P: Certo , appunto, siccome hai detto i “superiori”, l’hai usato tu… B: Ho detto “i superiori interessi”, è diverso, non “i superiori”, è evidente, non facciamo i giochini di parole! P: Ma se c’è qualcuno che dà corpo ai “superiori interessi” di… si decidono allora nelle sedi appropriate. B: Ma lo decidessero, che vuoi da me? P: E’ chiaro che se hanno da decidere lo decidono, ma non hanno nulla da decidere a mio avviso su questo. B: Io dico una cosa sola, Marco, scusa, tutto ciò è molto sgradevole, però si è aperta una cosa che per altro è diventata una costante di questo programma dal 2007, dal dopo Padova, quindi va benissimo… P: Quando ne abbiamo accennato cosa ti ho detto io finora? B: Sì? P: No-no, te lo chiedo a te. B: Non lo so. P: Ne abbiamo accennato. Quando ne abbiamo accennato parlandone… B: Ne stiamo parlando per radio come al solito con una tradizione di trasparenza che… altro che vertice di Caserta, qua è trasparente tutto, quindi, figuriamoci… P: Massimo, io dico che almeno tre o quattro volte, nel guardare la situazione generale, la convenzione o altro, abbiamo anche accennato alcune… e c’era anche questa cosa alla quale abbiamo accennato… [la rassegna stampa domenicale di Capezzone] e ti ho detto oh, non è che sia una cosa urgente, questa poi vediamo, lui la fa bene, ma… poi si tratta di vedere, in prospettiva come… e il giudizio della radio è un giudizio editoriale, politico e via dicendo al quale mi sono non solo rimesso – perché si rimette uno che rimette qualcosa, ma ritengo che non posso nemmeno rimettere perché non mi appartiene. B: Mmmh… Vabbe’, ma io era quello che dicevo, cioè, sto dicendo sostanzialmente questo, adesso, “superiori interessi” forse è un’espressione che non è piaciuta, anche perché sì, un filo d’ironia c’era, è innegabile. Io dico solo questo, Marco: tu stai proponendo, hai posto, il problema della permanenza della rassegna stampa di Daniele Capezzone, la domenica… P: La domenica. B: Perfetto, allora, facciamo così… P: No, no-no-no… B: Come, no? Non ho ancora detto nulla, come già subito no, e allora… e allora no. P: Nooooo, subito no, nel senso che assieme non facciamo nulla. Lo fai tu! E non so quando, e non in questa sede mentre ne stiamo parlando in un altro contesto. B: Ho capito, ho capito, ah, va bene, ho capito allora vediamo il problema dopo. Farò io in un altro modo. P: Come tutti i problemi di gestione e di scelte politiche della radio sono totalmente affidati a te. B: Va bene, allora in un altro contesto ti dirò che io la rassegna stampa della domenica non vedo motivo di cambiarla. P: Io ti ho detto che… io faccio presente, semplicemente ho fatto presente, che esistono valutazioni diverse in giro e l’ho detto anche ufficialmente, vanno valutate anche quelle, tutto qua. B: E allora sono dispiaciuto di queste valutazioni diverse e prenderò allora, poi, mie valutazioni. P: Ma certo, ooooh, come vedi arriviamo a quello che ti chiedevo dall’inizio. B: Eh, sì, ma questo non c’entra onestamente, né di Capezzone, né tanto meno mio eh. P: No, no, io ho reagito a quella cosa che hai detto con ironia, dei “superiori interessi”, e io ti ho detto che non esiste nessun “superiore interesse”… B: Eh, lo so P: … nel Partito radicale. B: A questo ci arrivavo anch’io, Pannella. P: Eh, vabbe’, se ci arrivavi, quando lo usi in modo un po’ polemico se permetti reagisco anch’io. B: E va bene, e che dobbiamo fare… reazione è reazione. P: E non è niente di grave e non è nemmeno sgradevole… B: No, sgradevole un po’ lo è, almeno per me, mi dispiace, mi dispiace molto ma… P: Un po’ sì, anche a me è faticoso, è magari sgradevole perché faticoso, per me non è sgradevole per motivi di stili, come tu hai detto poi ci parliamo, ci diciamo tutto benissimo. B: Noo, che diciamo tutto… [riso ironico] dovessimo dire tutto… dunque, allora.. ehhh, sì, allora, dunque, superiamo la domenica e…


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