Si nasce piangendo…

Di Edmondo e Daniele Arletti

Per la maggior parte delle persone, di fronte ai pochi che possono morire senza neppur accorgersi di quanto gli sta accadendo attorno e per contro a quelli che statisticamente vivono, magari fino dalla giovinezza nella sofferenza, nei drammi che incontrano nella loro esistenza e sicuramente vi sono almeno altri 2-3 miliardi di esseri umani che vivono una vita di stenti, di malattie, di continua povertà senza prospettive, cioè in altri termini COSTRETTI A VIVERE UNA VITA CHE NON È DEGNA DI ESSERE VISSUTA e la grande miseria si accavalla ai drammi della vita quotidiana. La fame è il grande dramma che affligge buona parte dell’umanità e non sarà debellata fino a quando non si affermerà il principio del CONTROLLO DELLE NASCITE RESPONSABILE, per cui deve corrispondere una riduzione delle nascite per avere gli aiuti, sulla base dei risultati ottenuti. In particolare per quei paesi alla fame, dove esiste ancora il problema dell’analfabetismo ed una arretratezza culturale secolare. Sia chiaro che non è solo un discorso fine a se stesso e solo per scopi umanitari, che sarebbero anche dovuti, ma è una proposta – per noi fondamentale – per assicurare una prospettiva di maggiore stabilità a livello mondiale. Contemporaneamente è necessaria una POLITICA DI PREVENZIONE (per es. anche con l’uso di contraccettivi che consentono di ridurre drasticamente la diffusione di malattie gravissime come l’ AIDS), INCENTIVARE PROGRAMMI DI RICERCA SCIENTIFICA per risolvere, controllare, evitare il ritorno delle più gravi malattie del passato (quali il vaiolo, la tubercolosi, il tifo, il colera, la peste e quelle che ci riserverà il futuro). Si potrà aspirare un più alto tenore di vita riducendo l’incremento incontrollato della popolazione che marcerà con la legittima richiesta delle masse in via di sviluppo di avere le stesse condizioni sociali ambite dei popoli più avanzati (con un più altosviluppo economico) legato al grado di emancipazione sul piano scientifico, tecnologico, di organizzazione sociale delle masse, delle scelte politiche fondamentali. Purtroppo in proporzione dovremo anche farci carico di un incremento ulteriore dell’inquinamento che già ha raggiunto livelli assai preoccupanti e non è più differibile senza andare incontro a gravi conseguenze irrecuperabili! Salta fuori a questo punto l’altro grande problema, a livello planetario, quello dell’inquinamento. I rifiuti che aumenteranno a dismisura, non escludendo anche il problema dello smaltimento di quelli radioattivi, del riciclo finale dei materiali con produzione di diossina, causa di vari tipi di tumori. Lo scioglimento dei ghiacciai, delle calotte polari che porterebbero enormi quantità di masse d’acqua generando imprevedibilmente uragani sempre più frequenti, ma anche gigantesche mareggiate che spazzerebbero via città e popolazioni, così come il problema del buco dell’ozono (che ci espone a maggior diffusione di radiazioni cosmiche), sono il prodotto di uno sviluppo incontrollato della società che minaccia inesorabilmente il nostro futuro se non si interverrà con politiche mirate al più presto. Ridurre l’inquinamento, migliorare il risparmio energetico, incentivare l’utilizzo di energie pulite alternative come base per un maggiore benessere collettivo con basso impatto ambientale: questi sono i punti fondamentali che dobbiamo impegnarci tutti come obiettivi futuri! E tutto ciò con buona pace di coloro che sul nostro pianeta avevano profetizzato le “condizioni valide” per un aumento della popolazione mondiale fino a 3-4 volte quella ipotizzata in quel passato! Dobbiamo invece affrontare con decisione, con determinazione ed in modo urgente per evitare un collasso sia per l’equilibrio del nostro pianeta, ma soprattutto per la popolazione mondiale. Anziché spendere i nostri soldi in armamenti, in guerre che portano lutti, mutilati, invalidi permanenti, bambini resi orfani e senza assistenza, odi che perpetuano poi le guerre, ecc… Noi riteniamo che i paesi più avanzati a livello economico debbono convogliare gli aiuti ai Paesi più bisognosi chiedendo, come contropartita dei Governi delle popolazioni più indigenti, un impegno nel controllo delle nascite, politiche per l’ambiente e parallelamente dare sostegno tutto quanto può offrire la diffusione di programmi culturali, scientifici, economici il tutto in coordinamento con l’indirizzo che sarà compito delle Nazioni Unite sostenere e finalizzare a scopi pacifici e di progresso.


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