Legge Elettorale/FI e RL lanciano modello spagnolo, no dell’Udc

Urso (An):”Buon sistema ma restiamo in prima linea su referendum”
Roma, 17 gen. (APCom) – Tra le proposte di modifica del sistema elettorale si affaccia oggi anche il modello spagnolo. Lo mettono in campo i Riformatori liberali (Rl) di Marco Taradash e Benedetto Della Vedova componenti del Comitato promotore del Referendum elettorale, raccogliendo l’immediato sostegno di Forza Italia. La legge elettorale spagnola prevede un sistema proporzionale, con ampiezza limitata delle circoscrizioni che coincidono con le 50 province spagnole ed uno sbarramento implicito molto consistente e senza recupero.
“Si può ben dire – ha osservato Peppino Calderisi nella relazione introduttiva dell’incontro organizzato dai Rl all’Hotel Nazionale – che quello spagnolo sia il sistema proporzionale con maggiori effetti maggioritari tra le principali democrazie occidentali”.
Difatti, “il sistema politico spagnolo – ha proseguito – è ormai caratterizzato da una dinamica sostanzialmente bipartitica e da un livello di frammentazione tra i più bassi d’Europa”.
“Questo sistema è molto interessante e positivo – ha commentato Enrico La Loggia (Fi) – e non sarebbe neanche difficile adattarlo all’Italia. Soddisferebbe tutta una serie di esigenze e di obiettivi che stanno a cuore a Forza Italia: il rafforzamento del bipolarismo ovvero del bipartitismo, una rappresentanza adeguata ma limitata grazie allo sbarramento, stabilità dei Governi”.
Concorda anche Adolfo Urso (An), uno dei sostenitori più sfegatati del referendum: “La proposta del modello spagnolo sicuramente aiuterebbe la crescita della democrazia bipolare e favorirebbe un processo di aggregazione dei poli. Il tempo per fare la riforma elettorale, tuttavia, è breve: bisogna farla nell’arco di quest’anno perché c’è la scadenza del referendum che incombe. Insomma bisogna fare in fretta. Il centrodestra ha la possibilità di convergere su una proposta comune, il centrosinistra un po’ meno per questo credo che bisogna mantenere ben viva la possibilità del referendum”.
Un no secco ma prevedibile invece arriva dall’Udc che con il portavoce nazionale Michele Vietti ha ribadito la contrarietà del suo partito al referendum ed ha nuovamente sponsorizzato il modello tedesco. “Il nostro obiettivo – ha osservato – deve essere quello di produrre coalizioni omogenee. La legge spagnola mi suscita non poche perplessità innanzitutto perché si riferisce ad un Parlamento molto diverso dal nostro, con meno parlamentari.
E poi ha una soglia reale di sbarramento molto alta. Non ci si può chiedere di entusiasmarci di fronte as un sistema che penalizza i partiti più piccoli”.Luc 171342 gen 07

LEGGE ELETTORALE:FI-RIFORMISTI PER MODELLO SPAGNA, NO DELL’UDC =
(AGI) – Roma, 17 gen. – ‘Riforma elettorale. Tra Londra e Madrid i modelli per un bipolarismo maturo: il sistema spagnolo’. I Riformatori liberali di Marco Taradash, Benedetto Della Vedova e Peppino Calderisi si sono riuniti per dibattere sulla possibile modifica del sistema elettorale prendendo come riferimento il modello spagnolo. Ospiti dei Riformatori Liberali (che sono componenti del Comitato promotore del referendum elettorale) Enrico La Loggia (Fi) che ha espresso l’adesione del partito azzurro e Michele Vietti (Udc) che invece si e’ espresso in modo contrario.
La legge elettorale spagnola prevede un sistema proporzionale, con ampiezza limitata delle circoscrizioni che coincidono con le 50 province spagnole ed uno sbarramento implicito molto consistente e senza recupero. “Si puo’ ben dire – ha osservato Peppino Calderisi nella relazione introduttiva dell’incontro organizzato all’Hotel Nazionale – che quello spagnolo sia il sistema proporzionale con maggiori effetti maggioritari tra le principali democrazie occidentali. Infatti, il sistema politico spagnolo – ha proseguito – e’ ormai caratterizzato da una dinamica sostanzialmente bipartitica e da un livello di frammentazione tra i piu’ bassi d’Europa”.
“Questo sistema e’ molto interessante e positivo – ha commentato La Loggia (Fi) – e non sarebbe neanche difficile adattarlo all’Italia. Soddisferebbe tutta una serie di esigenze e di obiettivi che stanno a cuore a Forza Italia: il rafforzamento del bipolarismo ovvero del bipartitismo, una rappresentanza adeguata ma limitata grazie allo sbarramento, stabilita’ dei governi”.
E’ d’accordo Adolfo Urso (An), tra i sostenitori piu’ convinti del referendum: “La proposta del modello spagnolo sicuramente aiuterebbe la crescita della democrazia bipolare e favorirebbe un processo di aggregazione dei poli. Il tempo per fare la riforma elettorale, tuttavia, e’ breve: bisogna farla nell’arco di quest’anno perche’ c’e’ la scadenza del referendum che incombe. Insomma bisogna fare in fretta. Il centrodestra ha la possibilita’ di convergere su una proposta comune, il centrosinistra un po’ meno per questo credo che bisogna mantenere ben viva la possibilita’ del referendum”.
Dice NO al modello spagnolo, invece, l’Udc che con il portavoce nazionale, Michele Vietti, ha ribadito la contrarieta’ del suo partito al referendum ed ha ancora una volta sponsorizzato il modello tedesco. “Il nostro obiettivo – ha osservato – deve essere quello di produrre coalizioni omogenee. La legge spagnola mi suscita non poche perplessita’ innanzitutto perche’ si riferisce ad un Parlamento molto diverso dal nostro, con meno parlamentari. E poi ha una soglia reale di sbarramento molto alta. Non ci si puo’ chiedere di entusiasmarci di fronte as un sistema che penalizza i partiti piu’ piccoli”. (AGI) Sim 171448 GEN 07

LEGGE ELETTORALE. ANCHE MODELLO SPAGNOLO DIVIDE UDC DA AN E FI
LA PROPOSTA E’ DEI Riformatori LIBERALI
(DIRE) Roma, 17 gen. – Non solo lo strumento, ma anche il contenuto divide la Cdl sulla riforma elettorale. Dopo le divergenze sul referendum, oggi e’ il modello di voto che non trova d’accordo Forza Italia, An e Udc. Tra le proposte di modifica oggi arriva quella dei  Riformatori Liberali che con Giuseppe Calderisi, Benedetto Della Vedova e Marco Taradash spiegano agli alleati del centrodestra che il sistema spagnolo (proporzionale con sbarramento al 3% e circoscrizioni di voto limitate) sarebbe il piu’ adatto perche’ “caratterizzato da un livello di frammentazione tra i piu’ bassi d’Europa”. Il bello, dicono i Riformatori della Cdl, convinti sostenitori del bipolarismo e del referendum, e’ che nonostante il modello iberico sia proporzionale “ha comunque rafforzato il bipartismo in Spagna con la formazione di due grandi forze, una socialista e una popolare, con conseguente rafforzamento dei leader dei rispettivi scheramenti che permette una governabilita’ senza frammentazioni”. L’idea piace ad Adfolfo Urso di An e ad Enrico La Loggia di Forza Italia. Per il primo, qualunque ipotesi rafforza il bipolarimso “va bene” e l’esempio spagnolo “sicuramente aiuterebbe la crescita della democrazia bipolare e favorirebbe un processo di aggregazione dei poli”. Urso invita comunque a trovare una soluzione parlamentare “nell’arco di quest’anno” perche’ il refermdum “resta sullo sfondo”. (SEGUE) (Rai/ Dire) 15:11 17-01-07

LEGGE ELETTORALE. CDL A FINI: INTESE CON VELTRONI? NO AD INCIUCI
(DIRE) Roma, 17 gen. – Gianfranco Fini e Walter Veltroni cercano intese sulla modifica alla legge elettorale? Se si tratta di convergenze sul modello dell’elezione del sindaco (quello adottato dai Comuni, gli alleati della Cdl dicono al leader di An: “No ad inciuci”. Il sospetto che Fini e Veltroni lavorino sotteraneamente a intese per la riforma elettorale e’ nato da un’intervista dello stesso Fini che, a proposito di referendum, aveva detto che il sindaco di Roma lo considera la “strada maestra proprio come lui”. Poi le parole di ieri alla presentazione del nuovo Secolo D’Italia a Montecitorio, dove Fini, confermando la partecipazione con Veltroni al confronto sulla legge elettorale, organizzata dalla Fondazione di Gianni Alemanno al Residence Ripetta, dice: “Vedremo se ci saranno motivi di convergenza”. Oggi, durante un dibattito sul modello di voto spagnolo, organizzato in un hotel vicino Montecitorio dai Riformatori liberali di Benedetto Della Vedova, i parlamentari della Cdl si mostrano alquanto perplessi dalla possibilita’ che, mentre e’ in corso il dibattito all’interno dei partiti, due esponenti degli schieramenti opposti “cerchino di portare acqua al proprio mulino”.”Beh, Fini e Veltroni fanno il loro mestiere- dice il senatore della Nuova Dc per le Autonomie, Mauro Cutrufo- vengono da due culture con una marcata sensibilita’ dirigistica. Io vengo da una cultura popolare e non condivido che qualcuno pensi al proprio tornaconto personale”.(SEGUE) (Mar/ Dire) 14:17 17-01-07

LEGGE ELETTORALE. CDL A FINI: INTESE CON VELTRONI? NO AD… -2-
(DIRE) Roma, 17 gen. – In effetti applicare il modello di voto dei Comuni alla legge elettorale porterebbe all’elezione diretta del premier e spesso i sondaggi hanno indicato in Fini e Veltroni due possibili catalizzatori di consensi. “E’ ovvio che quando si parla di riforme si deve pensare alla stabilizzazione del sistema e non a premiare la propria parrocchia- aggiunge il deputato e portavoce dell’Udc, Michele Vietti- pensiamo piuttosto a superare questo sistema bipolare di coalizioni eterogenee”.
Ma Fini “non dovrebbe pensare a batterlo Veltroni alle prossime elezioni visto che si dice saranno i prossimi candidati premier?”, si chiede il senatore di Forza Italia, Lucio Malan.
Infine Benedetto Della Vedova invita Fini a stare attento a spingere per il modello di “sindaco d’Italia” assieme a chi il sindaco lo fa. Usando un termine calcistico l’esponente dei Riformatori liberali avverte: “Rischia di dare un ‘assist’ al sindaco di Roma”. Ma da Adolfo Urso, deputato di An, arriva la difesa del leader “tutti i tentativi per rafforzare il bipolarismo vanno sempre bene”.(Mar/ Dire) 14:17 17-01-07

LEGGE ELETTORALE: CUTRUFO, DISPONIBILI A CONFRONTO =
(AGI) – Roma, 17 gen. – ‘Molto bene hanno fatto Calderisi, Taradash  Della Vedova a prendere un’iniziativa di dibattito sul tema della Legge elettorale, che di fatto e’ un primo tavolo aperto, fatto in una pubblica assemblea, della Casa delle Liberta’. Lo dice il senatore Mauro Cutrufo, Vicesegretario Nazionale della Democrazia Cristiana per le Autonomie, Capogruppo Dc a Palazzo Madama che ha partecipato all’incontro sulla Legge elettorale organizzato dai Riformatori liberali. ‘Ho ascoltato con attenzione la relazione del bravo ed esperto Peppino Calderisi, ma il nostro parere sul sistema spagnolo, applicato alla nostra realta’, non e’ entusiasta, o meglio, e’ ragionevolmente negativo. Noi insistiamo sulla possibilita’ di porre alcuni correttivi all’attuale Legge elettorale proporzionale, anche passando attraverso una riforma costituzionale, che favoriscano le naturali espressioni culturali presenti nel nostro Paese, ma anche la governabilita’. Ci riserviamo, di fronte ad ipotesi alternative non condivise, di giudicare il referendum il male minore, e riteniamo – ha concluso – che, sul tema delle riforme elettorali, vadano coinvolte tutte le culture politiche’. (AGI) Els 171320 GEN 07

Legge elettorale: si affaccia il modello spagnolo, FI apre
Roma, 17 GEN (Velino) – No al doppio turno alla francese, no al sistema alla tedesca. Per una riforma della legge elettorale si guardi alla Spagna, “al proporzionale con i piu’ evidenti effetti maggioritari tra le democrazie occidentali”. È questo il messaggio lanciato dai Riformatori liberali in un convegno tenuto a Roma, nell’Hotel Nazionale, alla presenza di numerosi esponenti della Casa delle liberta’. Oltre al presidente Benedetto Della Vedova al coordinatore Peppino Calderisi e al portavoce Marco Taradash, infatti, sono intervenuti il deputato azzurro Enrico La Loggia, il portavoce dell’Udc Michele Vietti, Mauro Cutrufo della Dc e Adolfo Urso per Alleanza nazionale. Assente il capogruppo della Lega nord alla Camera Roberto Maroni.Obiettivo dell’incontro, illustrare le peculiarita’ del sistema elettorale spagnolo e dar vita a un tavolo di confronto, aperto a tutte le forze politiche, per trovare una soluzione in tale direzione alla modifica della legge elettorale. I Riformatori liberali, pero’, mettono in chiaro: va bene cercare in Parlamento “la migliore delle riforme politicamente possibili”, ma, se l’obiettivo non sara’ raggiunto, via libera al referendum. A Della Vedova tocca chiarire il senso della proposta (“non bisogna stravolgere il fondamento del bipolarismo”), mentre e’ Calderisi a occuparsi degli aspetti “tecnici”. Con una premessa: “Non ci piace l’attuale legge, ma non siamo disposti a demonizzarla.Perche’ la frammentazione partitica che le si attribuisce c’era gia’ prima di approvarla ed e’ frutto di scelte compiute negli ultimi dodici anni”, osserva. Scelte “sbagliate”, come quella di bocciare il referendum dello scorso giugno che “avrebbe consentito, superando anche il bicameralismo perfetto, di raggiungere una maggiore stabilita’ di governo”. (segue) (udg) 171548 GEN 07 NNNN

Legge elettorale: si affaccia il modello spagnolo, FI apre (2)
Roma, 17 GEN (Velino) – Ora, pero’, e’ importante “allargare l’orizzonte della riflessione”, prendendo ad esempio la Spagna. Un sistema, dice Calderisi, “caratterizzato da una dinamica sostanzialmente bipartitica e da un livello di frammentazione tra i piu’ bassi d’Europa”, Il motivo? “Scegliere un sistema con un’ampiezza limitata delle circoscrizioni, che coincidono con le 50 province spagnole. Considerando poi – sottolinea Calderisi – che i deputati del Congresso (Camera che esprime la fiducia) sono 350, il numero dei rappresentanti che vengono eletti in ogni circoscrizione e’ molto basso: varia da un eletto a Melilla e Ceuta agli oltre 30 di Madrid e Barcellona. La media, comunque, e’ di sette seggi”. Tutto con uno sbarramento “formale” del tre per cento in ogni circoscrizione. Il risultato: avvantaggiare i partiti piu’ grandi, ma allo stesso tempo non penalizzare le formazioni regionali i cui consensi sono concentrati in specifiche circoscrizioni. Altra caratteristica fondamentale, giungere “all’assoluta centralita’ dai due maggiori partiti e dei rispettivi leader”. Spiega Calderisi: “Per eleggere i componenti del Congresso, i cittadini votano sulla base di liste bloccate senza voto di preferenza. Di conseguenza la posizione dei leader risulta rafforzata e si evita la creazione di correnti interne a ciascuna lista”. (segue) (udg) 171548 GEN 07 NNNN

Legge elettorale: si affaccia il modello spagnolo, FI apre (3)
Roma, 17 GEN (Velino) – La proposta dei Riformatori liberali e’ accolta “con interesse” da Forza Italia. Enrico La Loggia conferma: “Anche noi abbiamo come obiettivo il bipolarismo, quindi il giudizio sulla questione e’ sicuramente positivo. Ora bisogna cercare di affrontare un dibattito che non e’ solo tecnico, ma soprattutto politico”.Anche Adolfo Urso, di An, ammette: “È una proposta da valutare. Noi siamo favorevoli al referendum, ma se si cerca una soluzione parlamentare quella del sistema spagnolo e’ interessante”. Poi precisa: “In entrambi i casi si aprira’ un processo politico che portera’ alle elezioni anticipate”.Scettico invece Michele Vietti, dell’Udc: “Il sistema spagnolo non e’ detto che possa funzionare se trapiantato in Italia. Poi penalizza i partiti piccoli. Infatti – spiega – la soglia di sbarramento e’ al tre per cento, ma quella reale e’ di media al 9, o addirittura al 20-30 per cento”. Per questo, “noi siamo sempre per il proporzionale alla tedesca con sbarramento al cinque per cento. L’unico modo per porre freno alla frammentazione partitica”. Dello stesso avviso Mauro Cutrufo, della Dc di Rotondi, che scherza: “Ho un attacco di allergia verso questa idea. Va bene il bipolarismo, ma non ci piace il bipartitismo esasperato. Il sistema spagnolo e’ utile al dibattito, ma li’ funziona solo perche’ e’ calato in una realta’ precisa. Noi – conclude – vogliamo partire dall’attuale legge e migliorarla”. (udg) 171548 GEN 07 NNNN


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