Shoah. Taradash: Mastella vuol punire il negazionismo. Sbaglia.

Leggiamo che il ministro Mastella vorrebbe imporre all’Europa la legge francese o austriaca che punisce con il carcere chi nega l’olocausto. La verità come discrimine fra la libera circolazione delle idee e la censura punizionista dello Stato. Lo Stato come suprema istanza della discussione pubblica. L’intenzione è buona, certo, ma l’inferno è in fondo alla strada.
Lo scontro di civiltà è un meraviglioso dono che la storia umana fa a se stessa. Il conflitto fra costumi, valori, divinità, emozioni è la saggezza dell’umanità.  Tutt’altro è lo squallore che promette e premette tragedia. Questa è la guerra che l’inciviltà muove alla civiltà. L’imposizione autoritaria di un’unica legittimità, sia essa teocratica, come oggi predica l’Islam politico, o autocratica, come ieri praticava il nazifascismo e oggi come ieri il comunismo, contro la minuta consapevolezza di un’identità orientata alla curiosità e al desiderio di altro. I confini dell’Occidente sono aperti, e la guerra asimmetrica fra le civiltà e l’inciviltà è il suo campo di battaglia. E’ una guerra che va combattuta senza ignavia. Il pacifismo è l’idolatria del nulla, la pace come assenza, la storia come vuoto, l’individuo come preda del potere. Il pacifismo riempe le prigioni di oppositori, e i lager di diversi. Nel Vangelo c’è scritto “beati i costruttori di pace


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