Pensioni: Della Vedova, Senza riforma delle pensioni irresponsabile promettere ammortizzatori sociali

Nel giorno del vertice di Caserta, il governo ha definitivamente archiviato la riforma delle pensioni. Le parole di Damiano e di Ferrero configurano uno scenario paradossale; è dal Governo – e comunque dai ministri competenti in materia- a venire lo stop a quanti, dall’interno della maggioranza, chiedevano un’incisiva riforma in materia previdenziale. Nessuna revisione dei coefficienti, nessun innalzamento dell’età pensionabile. L’unica misura su cui tutti sembrano concordare è l’abolizione del cosiddetto “scalone”, che sarebbe un pericoloso passo indietro e contribuirebbe ad aggravare e non a contenere il deficit previdenziale.

Che su questa base Damiano lanci l’idea di un’onerosa riforma degli ammortizzatori sociali è francamente irresponsabile, visto che la condizione politica ed economica di un rafforzamento delle tutele per i disoccupati passa necessariamente attraverso il riequilibrio della struttura della spesa sociale, che in Italia è incredibilmente sbilanciata sul versante previdenziale (che assorbe già oggi il 62% della spesa sociale complessiva, mentre nella “vecchia” U.E a 15 non arriva al 46%).
É la politica dei privilegi, non la “cattiveria del mercato” o l’evasione fiscale, la ragione per cui la spesa di contrasto alla disoccupazione e all’esclusione sociale in Italia ammonta a meno del 2% della spesa sociale, mentre in Europa sfiora il 10%.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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