‘La proposta di riassetto della Rai presentata oggi dal Ministro Gentiloni finirebbe per amplificare e non depotenziare la presa dei partiti sull’azienda.
L’idea di una Fondazione di nomina pubblica (Parlamento più Regioni) con Presidente indicato dai Presidenti di Camera e Senato, cui facciano capo tre società con tre distinti CdA, è un gattopardesco tentativo da parte del centrosinistra di porre le basi per la sua “riconquista” della Rai.

La guida della Fondazione replicherebbe le dinamiche partitocratiche (con la poison pill dei due Consiglieri nominati dalle Regioni, in grande maggioranza governate dal centrosinistra), mentre la moltiplicazione dei posti in CdA servirebbe ad accontentare i crescenti appetiti di partiti e partitini.
Anziché semplificare, si complicano le cose.
L’unica via maestra da percorrere resta quella della completa privatizzazione della Rai – un mostro che lo Stato non sa e non può più governare – e la messa all’asta tra tutti i possibile competitori della gestione delle trasmissioni di servizio pubblico finanziate dal canone. Il resto, appunto, è gattopardismo.’