Pensioni: Della Vedova, Governo non faccia nulla

Meglio la riforma Maroni delle fumose ricette dell’esecutivo.

La Finanziaria si è conclusa come era prevedibile: i roboanti proclami sul rigore e lo sviluppo hanno inesorabilmente ceduto il passo alle richieste della sinistra massimalista, che ha preteso e ottenuto una finanziaria senza tagli, fatta tutta di aumenti delle tasse e della spesa pubblica.
Se ora il Governo aprisse la discussione sulle pensioni, ci ritroveremmo nella stessa situazione: anziché rivedere il sistema previdenziale all’insegna del rigore e dell’equità tra le generazioni, ci troveremmo con una controriforma dettata dai sindacati e dalla sinistra neo o post comunista; con il risultato di peggiorare la situazione attuale diminuendo di fatto l’età di accesso alla pensione.
Meglio quindi che il Governo non faccia nulla, lasciando che vada a regime la riforma Maroni: seppur con qualche ruvidità, infatti, la riforma del centrodestra segna un indiscutibile passo avanti che rischierebbe di essere cancellato in nome di fumose ricette all’insegna della “maggiore equità”. E a farne le spese sarebbero i conti pubblici e le generazioni più giovani.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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