Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia

Nel giorno della sua morte bisogna rendere atto a Piergiorgio Welby della straordinaria determinazione e generosità con cui ha condotto una battaglia politica difficile, in una condizione personale drammatica.
Welby ha scelto di esercitare un diritto che la Costituzione gli riconosce e, da dirigente e militante politico quale era e quale andrà ricordato, ha voluto anche negli ultimi scampoli della sua esistenza affermare che le questioni di diritto e di libertà sono le questioni politiche per eccellenza.
Fin dall’inizio abbiamo ricordato che la libertà del malato (quando questi sia vigile e consapevole) e la sua possibilità di scelta di fronte alle cure e ai trattamenti sanitari che gli vengono prospettati è l’unico possibile fondamento di relazioni terapeutiche ragionevoli e rispettose della dignità dell’individuo. A maggiore ragione lo vogliamo sottolineare nel giorno in cui Welby ha fatto liberamente la sua scelta, chiedendo e ottenendo l’assistenza di un medico che, in scienza e coscienza  e nel rispetto dei suoi doveri deontologici, ha così ritenuto di adempiere alla volontà del paziente.