Finanziaria: Della Vedova, la presa in giro del cuneo

“A conti fatti, dei tagli a Irpef ed Irap resta ben poco”

“Se Romano Prodi si chiede come mai gli italiani sono delusi dalla Finanziaria, forse è solo perché non la conosce a fondo.

Altrimenti si accorgerebbe, ad esempio, che il tanto sbandierato intervento “per lo sviluppo” relativo al taglio del cuneo fiscale è per lo più una presa in giro. In realtà, con la norme della Finanziaria lo Stato si riprende in silenzio con la mano sinistra ciò che suonando la gran cassa dà con la destra ad imprese e lavoratori.

Il “taglio” a favore dei lavoratori si è ridotto alle riduzioni dell’Irpef per i redditi più bassi. Ma il passaggio dalle deduzioni di Tremonti alle detrazioni di Padoa Schioppa fa sì che la base imponibile sulla quale si calcolano le addizionali Irpef regionali e comunali aumenti rispetto al passato: a partire dai redditi di poco superiori a 20mila euro, la maggiore tassazione delle addizionali regionale e comunale finisce per azzerare il beneficio della tassazione Irpef prevista per il 2007.

Rispetto al “taglio del cuneo fiscale” per le imprese – misura effimera, distorsiva e alla lunga controproducente – che il governo effettua riducendo il costo del lavoro nel computo dell’Irap, abbiamo un effetto simile: per le imprese attive nelle cinque regioni con forte deficit sanitario (Lazio, Campania, Abruzzo, Molise e Sicilia) si applicherà la maggiorazione di un punto percentuale dell’aliquota Irap: in queste regioni la riduzione del cuneo fiscale sarà in buona parte cancellata dall’addizionale.”

Insomma, nessun rigore, illusoria “equità” e poco o punto “sviluppo”: c’è di che lamentarsi tutti, Presidente Prodi. O no?”


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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