Pensioni: Della Vedova, meglio lasciare lo scalone

“Se sulle pensioni il centrosinistra finisse per “tenersi” lo scalone della riforma Maroni, noi non ci strapperemo certo le vesti. Meglio l’immobilismo – dettato dall’incapacità di trovare un accordo – che una “controriforma” che cancelli tout court una riforma sommaria, ma che ha inciso positivamente sul nodo dell’età minima e che ha conseguito risultati di sostenibilità finanziaria.
Ripeto, meglio l’immobilismo che l’unico accordo che l’Unione sarebbe mai in grado di raggiungere, quello imposto dai diktat della sinistra massimalista: la riduzione dell’età pensionabile da finanziare con la “stangata” da 4 miliardi di euro sui contributi dei lavoratori autonomi prevista nella Finanziaria.
Se così fosse, ci troveremmo di fronte all’ennesima paradossale ingiustizia di vedere i lavoratori autonomi sostenere il maggior costo delle pensioni dei lavoratori dipendenti pubblici e privati.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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