“Se sulle pensioni il centrosinistra finisse per “tenersi” lo scalone della riforma Maroni, noi non ci strapperemo certo le vesti. Meglio l’immobilismo – dettato dall’incapacità di trovare un accordo – che una “controriforma” che cancelli tout court una riforma sommaria, ma che ha inciso positivamente sul nodo dell’età minima e che ha conseguito risultati di sostenibilità finanziaria.
Ripeto, meglio l’immobilismo che l’unico accordo che l’Unione sarebbe mai in grado di raggiungere, quello imposto dai diktat della sinistra massimalista: la riduzione dell’età pensionabile da finanziare con la “stangata” da 4 miliardi di euro sui contributi dei lavoratori autonomi prevista nella Finanziaria.
Se così fosse, ci troveremmo di fronte all’ennesima paradossale ingiustizia di vedere i lavoratori autonomi sostenere il maggior costo delle pensioni dei lavoratori dipendenti pubblici e privati.