Sono di grande importanza le parole di Berlusconi sulle unioni di fatto e sull’assoluta libertà di coscienza di cui, sui temi eticamente sensibili, godono gli eletti del primo partito italiano. Sono, dal punto di vista del metodo, un esempio di laicità e di ragionevolezza perché, da una parte, aprono e liberano da qualunque ipoteca confessionale la discussione all’interno della Cdl e del paese e, dall’altra, fotografano la realtà complessa di un partito dalle radici culturali molteplici e dall’elettorato molto composito, come Forza Italia indubbiamente è.

Il fatto che all’interno di Forza Italia, come in altre forze della Cdl, trovino cittadinanza piena le posizioni laiche e liberali avvicina questa coalizione al modello dei diversi “centri-destra” dei paesi avanzati (da quello spagnolo, a quello francese, da quello inglese a quello statunitense), che sulle questioni “eticamente sensibili” registrano un dibattito interno molto vivo e una pluralità di posizioni, anche molto divergenti.
Sul piano del merito, come molti altri all’interno di Forza Italia, a partire da Fabrizio Cicchitto, penso che il dibattito sulle unioni di fatto debba prioritariamente giungere a forme di riconoscimento delle unioni omosessuali, la cui “situazione di fatto” è oggi totalmente priva di istituti di garanzia e di tutela giuridica.