Unioni di fatto: Della Vedova, Sì al riconoscimento delle unioni gay, no ad un diritto di famiglia parallelo

“La mediazione dell’Unione sulle unioni di fatto è un capolavoro di ipocrisia, non solo sul piano del metodo, ma anche su quello dei contenuti. L’Odg si limita ad aggiornare un impegno programmatico vago e confuso ma – per evitare lo scoglio politico rappresentato dai rapporti gay – finisce per delineare una sorta di “diritto di famiglia parallello” assai più eversivo dal punto di vista costituzionale del semplice riconoscimento civile delle coppie omosessuali. Il problema non è di estendere alle coppie eterosessuali non sposate un insieme di diritti e benefici riservati ai coniugi, perché nulla osta a che essi vi accedano (se lo vogliono) ricorrendo all’istituto matrimoniale. L’idea che il regime fiscale dei coniugi vada esteso a coloro che, potendolo, non vogliono diventare coniugi ha, letteralmente, dell’incredibile. Non solo per gli effetti che questo avrebbe sul piano finanziario, ma innanzitutto perché questa “beneficenza di stato” prescinderebbe totalmente dalla scelta libera e responsabile dei “beneficiati”.

Altro è il discorso che riguarda le coppie gay, che hanno l’esigenza di garantire il contenuto “contrattuale” del loro rapporto e che sono del tutto privi di istituti di tutela. Su questo – e non da oggi – ritengo che l’ordinamento civile dovrebbe essere aggiornato, riconoscendo una realtà sociale (e non solo personale), come quella delle coppie gay, che non deve essere discriminate e, nello stesso tempo, non possono essere a forza fatte rientrare nello schema della “famiglia tradizionale”. Su questa fattispecie (e solo su questa) è urgente intervenire, scegliendo laicamente non già di estendere ad essi benefici e prestazioni, ma di riconoscere loro diritti (civili, e quindi economici) di cui al momento sono ingiustamente privi.”


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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