Della Vedova: A San Giovanni è partita la rivoluzione liberale

di Paola Orefice
da Il Messaggero del 5 dicembre 2006 pag. 2
ROMA – Onorevole Benedetto Della Vedova, è la prima volta che la Lega sfila in piazza a Roma insieme ai militanti di An oltre che di FI. Questo sposta troppo FI su posizioni ritenute populiste? «No. Credo non si debba perdere di vista che la vera piattaforma che unisce i 2 milioni di persone presenti a piazza San Giovanni era di chi vuole essere distante dalla ricetta “tassa e spendi” dell’Ulivo. Questa è la piattaforma, moderata, su cui si fonde la Cd] (che esiste ancora ed è una potenza di forza enorme). Comunque non ho paura della piazza, dei rischi populisti che non vedo in Parlamento dove c’è un’opposizione rigorosa. Nessuno vuole dare spallate. Era il momento di dire no a questo Stato fiscale».
E’ indispensabile per Berlusconi recuperare l’Udc alla strategia del Partito delle Libertà?
«Avrei voluto che Casini avesse detto quelle cose a Roma, invece che in quel contesto isolazionista, per dare più forza a quei contenuti che sono compatibili con quelli della manifestazione a piazza San Giovanni»,
Non c’è troppa attenzione nel centro destra agli interessi delle corporazioni?
«E’ un rischio. Anche se credo che, nella contingenza, aver recepito le istanze delle corporazioni è stato positivo. Il centro destra deve intraprendere una rivoluzione liberale. Dunque sta alla politica non farsi risucchiare in una logica corporativista».
Cosa ci fa un liberale radicale con la destra?
«Sono per un maggioritario bipartitico. Questo significa giocare le proprie idee in un contesto più ampio e contraddittorio. In quella manifestazione liberale con milioni di persone che chiedevano allo Stato di fare un passo indietro e lasciare più libertà ci stavo perfettamente a mio agio. La leadership di Berlusconi rappresenta istanze libertarie, conservatrici e non è il campione dell’uno o dell’altra».


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