Piccoli nazislamici crescono..

Di Marco Taradash

Si è mai visto in Italia un convegno aperto alla stampa in cui l’organizzazione seleziona a priori i giornalisti cui concedere l’accredito e quelli cui negarlo? Non mi risulta che né il Pci né il Msi dei tempi bui abbiamo mai fatto qualcosa del genere, ma chissà. Succede oggi, in un’aula del Senato, in occasione di un confronto pubblico promosso da un sito internet filo palestinese, infopal.it. Porte aperte per tutti, tranne che per un redattore dell’Opinione, Dimitri Buffa. Sarà un caso, ma sul sito internet degli organizzatori troviamo un’ intervista al leader di Hezbollah Nasrallah, che fra le altre cose dice: "Le bande sioniste, che sono i mercenari dell’imperialismo, utilizzano brillantemente i media. I media occidentali ed in particolare quelli americani sono nelle mani dei capitalisti giudei". Sarà un caso, ma Buffa è anche uno dei giornalisti più impegnati nella denuncia delle falsificazioni realizzate dai gruppi estremisti islamici e dai loro fiancheggiatori e delle aggressioni che questi portano ai principi e alle pratiche di libertà e tolleranza. Sarà un caso, ma fra i relatori del convegno c’è anche il segretario dell’Ucoii Hamza Piccardo, che certo non considera Buffa fra i suoi estimatori. A proposito, qual è il titolo del convegno? Questo: "La Palestina dei media, i media della Palestina. Da un’informazione reticente a un’informazione veritiera". Straordinario, il passaggio dalla reticenza alla veridicità non poteva cominciare meglio. Con una censura mirata, in un’aula del Senato. All’insaputa, ovviamente, del presidente Marini, cui però tocca, oggi stesso, di riparare all’offesa portata dagli organizzatori a un principio non negoziabile come quello della libertà di stampa.


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