Sintesi conferenza stampa Forza Italia – Riformatori Liberali sui risultati elettorali

Calderisi: manca quadratura dati, sistema non in grado di misurare differenze dello 0,6 per mille, necessario riconteggio accurato

Ora che è stato acclarato che la tesi di Deaglio è una bufala colossale, è giunto il momento di parlare dei problemi seri che riguardano i risultati delle elezioni del 9 e 10 aprile.
Innanzitutto riteniamo opportuno e necessario – per ragioni di trasparenza – far conoscere tutti i dati delle elezioni che l’Ufficio della Giunta delle elezioni della Camera dei deputati ha rilevato nell’ambito delle attività che esso compie ai sensi dell’articolo 8 del Regolamento della Giunta. Questi dati sono raccolti in un volume curato dal Servizio studi della Camera dei deputati.

La rilevazione è stata conclusa in data 6 agosto 2006, come precisa una nota all’inizio del volume, ed è alla base delle attività di verifica che la Giunta delle elezioni deve ora compiere. Il volume (due tomi che riportano i dati rispettivamente in valore assoluto e percentuale) è da pochi giorni a disposizione di tutti i componenti della Giunta delle elezioni. Oggi lo consegnamo e mettiamo a disposizione della stampa.

I dati del volume smentiscono definitivamente – se ancora ve ne fosse il bisogno – la tesi diffamatoria del film di Deaglio su Forza Italia (Forza Italia ha ottenuto 9.048.477 voti, addirittura 3093 in più di quelli attribuiti dal Viminale e senza alcuna dirottamento dalle schede bianche). Inoltre viene smentito un altro falso che Deaglio continua a diffondere anche oggi sostenendo che c’è uniformità nella percentuale di schede bianche su tutto il territorio: non è così, al Sud è tendenzialmente il doppio che al Nord, e in ogni circoscrizione le percentuali variano sensibilmente da comune a comune, anche di 4-5 volte (tranne che in Emilia e Toscana dove invece le variazioni sono minime).

Sintesi intervento Peppino Calderisi

Dal volume emerge un dato estremamente significativo, che costituisce l’oggetto specifico di questa conferenza. Non c’è la quadratura dei dati complessivi: vale a dire, la somma del totale dei voti alle liste, delle schede bianche, delle schede nulle e dei voti contestati non corrisponde – come dovrebbe essere – al numero dei votanti. Mentre il primo dato è pari a 39.300.351, il numero riportato alla voce votanti è pari a 39.276.893, con una differenza di 23.458 pari allo 0,6 per mille, cioè la stessa differenza di voti tra i due schieramenti. Del resto, l’esistenza di incongruenze nei verbali sezionali e circoscrizionali e la conseguente non piena corrispondenza dei dati complessivi è segnalata nell’avvertenza di pagina 1 dello stesso volume della Servizio studi della Camera dei deputati.

Il difetto di quadratura è certamente esiguo, soprattutto se si considera che lo scrutinio e tutto il procedimento si svolge su supporto cartaceo, manualmente e in poche e concitate ore. Ma è altrettanto esigua la differenza di voti tra i due schieramenti.

Il difetto di quadratura che emerge dai dati della Giunta delle elezioni impone di prendere atto che il sistema (per quanto fornisca risultati con buona approssimazione) non è in grado di apprezzare e misurare differenze dello 0,6 per mille.

Una presa d’atto che impone di assumere una decisione politica che non può essere elusa: procedere al riconteggio non solo delle schede bianche e nulle ma di tutti i voti con mezzi e strumenti adeguati che consentano di raggiungere il grado di precisione che è necessario.
Il riconteggio di tutti i voti è l’unico modo per dare certezza ai risultati elettorali, dissolvendo così i dubbi e gli interrogativi che ormai si pongono gli elettori sia di destra che di sinistra, evitando così un gravissimo discredito delle istituzioni e della nostra democrazia che questa volta non deriverebbe da filmati scandalistici privi di qualsiasi fondamento, ma dai dati della stessa Giunta delle elezioni.

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