Eutanasia: Della Vedova, strada è depenalizzazione, necessario confronto nella Cdl

L’Eutanasia è un fatto; una pratica già presente e relativamente diffusa nel nostro come in tutti i paesi avanzati. La differenza sta nell’esistenza o meno di una regolamentazione legale.
Da questo punto di vista resto convinto che l’approccio debba essere quello di una depenalizzazione che si fondi sul rapporto fiduciario tra medico e paziente e che valorizzi la deontologia dei medici. Viceversa resto scettico nei confronti dei tentativi di definire una legge prescrittiva , necessariamente casuistica e astrattamente onnicomprensiva, che non tiene in conto l’irriducibilità di ogni singola situazione ad uno schema predefinito. Questa pretesa diverrebbe grottesca laddove imponesse al medico, indipendentemente dalla sua volontà e dal suo giudizio di praticare l’eutanasia.

La “confessione” di Don Verzè” la testimonianza drammatica, ma rigorosa di Piergiorgio Welby sono gli elementi più visibili oggi di una sensibilità e di una riflessione assai diffusa e condivisa in una parte dell’opinione pubblica italiana. Noi riformatori liberali siamo impegnati a contribuire a che nel centrodestra si apra un confronto scevro da pregiudizi ideologici sul tema dell’eutanasia che consenta di elaborare una proposta improntata al rispetto della libertà della responsabilità dei singoli piuttosto che ad uno scontato riflesso statalista.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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