Scuola – Intervista a Francesco Mosca – AUDIO

ROMA – Oltre 300.000 persone nelle piazze italiane e circa un milione e mezzo di lavoratori in sciopero: i dati diffusi dalla Cub (Confederazione unitaria di base) sulla protesta di oggi contro la Finanziaria sottolineano la partecipazione allo sciopero di circa il 10% dei lavoratori dipendenti. Per i cittadini i disagi comunque sono stati molto limitati, e si sono concentrati soprattutto nella scuola e nel pubblico impiego. Nei trasporti sono risultati regolari sia i voli sia il traffico ferroviario, mentre per il trasporto pubblico locale bisognerà aspettare la serata (lo sciopero è stato proclamato per quattro ore a fine turno, a Milano dalle 18.00 alle 22.00, a Roma dalle 20.30 a fine turno). “Siamo molto soddisfatti – dice il coordinatore nazionale della Cub, Pierpaolo Leonardi – dal mondo del lavoro è arrivato un no forte e chiaro a questa Finanziaria”. Leonardi sottolinea che la mobilitazione “continua” e che la Cub organizzerà iniziative già dal prossimo anno, in corrispondenza con l’apertura del confronto sul sistema previdenziale e sul mercato del lavoro, contro l’aumento dell’età pensionabile, per l’abolizione della legge Biagi e contro “lo scippo del Tfr” e il trasferimento della liquidazione ai fondi pensione. La Cub aveva organizzato oggi trenta manifestazioni a livello locale. Le più partecipate sono state quella di Roma (circa 25.000 in corteo) e Milano (alcune migliaia di manifestanti) e, in tutte le piazze, oltre ai lavoratori aderenti ai sindacati di base hanno sfilato anche precari e studenti. Secondo la Cub le conseguenze dello sciopero sono state avvertite soprattutto nella scuola, nelle strutture sanitarie, nei tribunali, nelle agenzie fiscali, nei centri commerciali e nelle aziende metalmeccaniche e chimiche, in particolare del nord del Paese. Le manifestazioni si sono concluse senza incidenti ad esclusione di un tentativo di irruzione a Firenze nella sede del Consiglio regionale della Toscana (una porta a vetri infranta e una guardia giurata contusa), mentre a Bologna la polizia ha protetto la casa del presidente del Consiglio, Romano Prodi, in via Gerusalemme, impedendo ai manifestanti l’accesso nella via.


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