Al teatro dell’istrione

Di Davide Semplici

Prima ha interrotto la conversa- zione della domenica mattina di Capezzone a Radio Radicale. Poi ha risposto, in maniera ironica e sprezzante, alla bella lettera aperta inviata dall’ex segretario ai militanti. E’ ufficiale, lo spettacolo da baraccone denominato "caso Capezzone", messo su dal capomastro istrione Pannella, ha assunto i contorni della persecuzione personale e politica. Con quegli evitabilissimi interventi, il vecchio leader ha definitivamente scoperto le proprie carte. Ormai è di tutta evidenza che il problema non era la Segreteria, come in un primo tempo, da istrione qual è, ha lasciato intendere (appellandosi ipocritamente ad una norma dello statuto di RI…proprio lui!, statuto vivente dell’intera matrioska radicale); in realtà è in atto un vero e proprio tentativo di epurazione del soggetto Capezzone, testa (molto) pensante e quindi pericolosissima nell’ottica della conservazione della leadership. "n questo momento la programmazione di Radio Radicale è tutta occupata da te, Daniele, e dall’edificazione del monumento a te stesso" ha sbottato il capo interrompendo bruscamente l’intervista di Sergio Scandura a Capezzone. E’ chiaro, l’unico monumento non può che essere Lui, il proprietario di Radio Radicale, organo della Lista Marco Pannella; solo a Lui è dato di interrompere, sconvolgere e monopolizzare la programmazione della radio, intervenendo telefonicamente da casa (magari in pigiama e coi capelli arruffati) per ordinare quello che si deve e non si deve dire/fare. Ed è sconcertante come questo omportamento sia spalleggiato dalla base del partito, che si dimostrata completamente omologata al capo, giacché non una voce fuori dal coro che gli urli in faccia "VECCHIO CAPOMASTRO, TI STAI-CI STIAMO AUTODANNEGGIANDO, PERCHE’ QUESTO CASINO, PROPRIO ORA CHE LA BARCA RADICALE STAVA VIAGGIANDO CON IL VENTO IN POPPA?" si è a tutt’oggi levata. E non credo sia un caso che questo spettacolo già visto sia stato riproposto dall’istrione proprio in concomitanza con l’assurgere dell’ex segretario al ruolo di importante, serio e stimato punto di riferimento per le istituzioni politiche ed economiche del Paese; ormai i Radicali erano Daniele Capezzone, e tutti si stavano dimenticando dell’istrione, dei suoi satyagraha, dei suoi monologhi su Spadaccia e Fortuna, delle sue marce di natale, delle sue assemblee dei mille. Il rischio concreto per la politica radicale seria è, a causa di questo continuo sconfessamento dell’agire e dire politico di Capezzone da parte dell’istrione capo, di perdere credibilità agli occhi di quelli interlocutori del mondo politico e finanziario, con i quali molto faticosamente Daniele Capezzone aveva ri-costruito rapporti che mancavano da decenni in casa radicale, occupata com’era a lamentarsi di essere discriminata e ignorata. Per questo, consiglierei a Capezzone di limitare al massimo le esternazioni pubbliche, magari cominciando proprio con il tagliare la conversazione post-rassegna stampa della domenica mattina, e di continuare a lavorare in maniera indefessa e silenziosa all’interno delle istituzioni, per il bene dei radicali e del Paese, nel nome di una vera politica riformatrice e liberale. Quella che l’istrione, ormai da anni purtroppo, preso com’è dal giocare a comporre e scomporre la matrioska radicale per non perderne il controllo, non è più in grado di portare avanti. simplydavid78@yahoo.it


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