Droga: Della Vedova, No alla demagogia su provvedimento Turco

Fra le pagliacciate “antiproibizioniste” dell’on. Caruso e il riflesso condizionato “proibizionista” del centrodestra, era quasi inevitabile che il provvedimento amministrativo del Ministro Turco divenisse ostaggio delle propagande contrapposte.
Non è però serio criticare il provvedimento della Turco come un via libera all’impunità degli spacciatori, o come un messaggio condiscendente rispetto all’uso delle droghe.

E’ la stessa legge Fini ad aver voluto escludere la sanzionabilità penale della mera detenzione di droghe proibite e ad avere, per questa ragione, introdotto il principio della “quantità non punibile”. La Turco si è limitata ad aggiornare il limite precedente (per una sola sostanza), constatando che esso esponeva al rischio dei processi e della galera troppi semplici consumatori (che per altro rimangono sanzionabili sotto il profilo amministrativo) e che rendeva paradossalmente meno rischioso dal punto di vista penale detenere eroina piuttosto che cannabis.
Si può certo contestare il nuovo limite imposto dalla Turco, sostenendo che sia troppo basso o troppo alto. E’ però certo che il Ministro si è mosso nel quadro delle previsioni della legge in vigore.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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