Le modifiche oggi introdotte dal Ministro Turco alle “tabelle” sulla cannabis sono ragionevoli e tali dovrebbero apparire anche a chi, sul fronte proibizionista – a cui la Turco, peraltro, appartiene- hanno sempre smentito la volontà di dissuadere i consumatori di droga con la minaccia della detenzione.
Anche i proibizionisti, peraltro, dovrebbero consentire sul fatto che la galera va inflitta agli spacciatori e ai trafficanti di droghe proibite, e non agli acquirenti incauti e disinformati sui “limiti consentiti”.
Detto questo, il problema rimane la legge, anzi l’impianto della legislazione proibizionista, che il centrodestra ha relativamente indurito e aggravato negli effetti, che il centrosinistra ha in passato (sempre con la Turco, allora agli Affari Sociali) “amministrato” senza introdurre alcuna riforma di sostanza, e che, in questa legislatura, la coalizione dell’Unione sembra intenzionata tutt’al più a “ritoccare”, senza metterne in discussione i principi di fondo.