“Il Ministro D’Alema ha iniziato la missione in Cina annunciando di volere “quagliare”, cioè concludere – immaginiamo- accordi economici importanti. Ottimo, se ci riuscirà.
Non sappiamo invece se il Ministro D’Alema, che passa il tempo a spiegare ai governi democratici dei paesi amici (in primis, gli Stati Uniti e Israele) gli “errori” e gli “eccessi” di cui essi si rendono responsabili, abbia intenzione di dire qualcosa anche sulla sistematica violazione dei diritti umani in Cina, o preferisca – come temiamo- attenersi al ruolo impolitico di “commesso viaggiatore”.

Ad un Ministro che trova intollerabile Guantanamo e le reazioni militari israeliane al bombardamento dello Stato ebraico dovrebbero, in teoria, apparire ancora più intollerabili le incarcerazioni arbitrarie e la repressione poliziesca e militare della semplice e disarmata dissidenza politica.
Se vorrà sollevare la questione dei diritti umani – anche in modi meno “fermi e forti” di quelli a cui ci ha abituato – lo invitiamo a prendere in considerazione il caso dell’Avvocato Gao Zhisheng, arrestato qualche mese fa, dopo alcuni anni di dura persecuzione, per la cui liberazione si sono mobilitati ufficialmente tanto il Congresso americano quanto il Parlamento Europeo.”