W2W – Diritto e libertà

Potrebbe, questo numero monografico di Diritto e Libertà, apparire inconsueto per il tema e i temi su cui si incentra che approfondisce. Inconsueti sembrerebbero temi delle attività economiche e del lavoro, almeno per la storia di molti radicali. In realtà non solo la volontà ma anche la capacità di azione politica in materia economica e del lavoro risalgono agli albori del cinquantennio di storia radicale, e appartengono tanto al tempo di Ernesto Rossi quanto ai tempi delle varie ondate referendarie, capaci di proporre e affermare letteralmente opzioni profondamente riformatrici in termini di politica economica. Per la preparazione di questo impegnativo numero della rivista, molto si deve agli apporti redazionali di chi è impegnato nel gruppo di studio e di lavoro Welfare to Work; e per essi esprimo i miei ringraziamenti a tutti, ed in particolar modo a Roberto Cicciomessere e a Valeria Manieri. Nello scenario globale di cui partecipiamo – e del quale salutare stia forse, e finalmente, aumentando la consapevolezza diffusa – la perdita di competitività di Paesi come l’Italia, e la diminuzione del valore dei redditi dei cittadini, che si associano strettamente al problema del risanamento dei conti pubblici e alla qualità della spesa, impongono scelte di qualità strategica, e da assumere in tempi limitati. Questo numero dodici di Diritto e Libertà aiuta a muoversi in questa prospettiva urgente e necessaria.

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