L’Italia e la mafia: da Putin a Grasso

di Mauro Mellini (da www.giustiziagiusta.info)

Certo, Putin sta collezionando un po’ troppe gaffes. Più di quante se ne possa permettere un uomo politico, un Capo di Stato e di Governo, anche se non uno di quelli costretti a fare i conti ogni giorno con gli indici di gradimento risultanti dai sondaggi e con una stampa disinibita e sempre pronta alla critica.
Imperdonabile che un ex sbirro del KVD, che con microfoni ed altre diavolerie del genere dovrebbe cavarsela da maestro, si sia autointercettato, mentre faceva commenti più stupidi che antifemministi, senza accorgersi di trovarsi nei pressi di un microfono aperto anziché chiuso. Poi c’è la storia degli italiani definiti maliosi e degli spagnoli corrotti in risposta ai rilievi europei sulle violazioni dei diritti umani in Cecenia e dintorni. Altra gaffe. Avrebbe potuto informarsi meglio, almeno sull’Italia, dove, se non vi sono stragi e torture come in Cecenia, qualcosina non proprio in linea con la Carta dei diritti dell’ Uomo, europea ed universale, non sarebbe stato difficile trovarla, e citarla meno a sproposito, anche, senza essere un ex agente quasi segreto. Un’attenuante, invece, a Putin bisogna riconoscergliela, e proprio per quel che riguarda l’offesa lanciata contro il nostro Paese: italiani = mafiosi.
Un’offesa gratuita e stupida, oggettivamente parlando. Ma, almeno, se vorrà (come dovrebbe) scusarsi con noi, potrà invocare la buona fede, per essere stato ingannato proprio da alcuni Italiani. E mica Italiani da niente, da turisti di passaggio, ma proprio da gente qualifica: Magistrati, Ministri, maestri del giornalismo, sociologi e, naturalmente, mafiologhi. Tutta questa gente da anni giura e (soprattutto) spergiura che tutto è mafia, ovunque c’è mafia, che mafiosi sono i picciotti, gli imprenditori, gli avvocati, i ministri, i parlamentari, i poliziotti e, soprattutto i superpoliziotti, agenti segreti e palesi, i medici, i preti.
E i Vescovi, i professori, i metereologi. Avrà inteso che Andreotti era pappa e ciccia con Totò Riina e si serviva della mafia per ammazzare qualche giornalista fastidioso, che Berlusconi prendeva ordini da un mafioso camuffato da stalliere, che mafioso era il Presidente di Cassazione primo in graduatoria, che non si sa quanti deputati e senatori, erano e sono eletti in rappresentanza delle cosche etc. etc.. Gli avranno pure detto che se avesse dichiarato di non credere a tutto ciò sarebbe lui stesso caduto in odore di maflosità, o quasi.
E, sempre quei molto autorevoli signori, gli avranno pure fatto notare che, solo se avesse dichiarato che oramai la mafia è in declino, è sconfitta, che i suoi capi e non solo i capi, sono in galera, si sarebbe fatto passare per uno di quelli che “vuole abbassare la guardia


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