Saddam Hussein: Della Vedova, Italia si impegni contro esecuzione capitale

“Il processo e la condanna a morte di Saddam Hussein non sono stati una vendetta politica. La loro legittimità è pienamente fondata e non contestabile. Ciò non significa che l’esecuzione della sentenza debba essere data per scontata e non valutata secondo altre considerazioni di principio e di opportunità.
Se la pena venisse commutata nel carcere a vita, il terrorismo irakeno sarebbe privato di un “martire” e la società irakena darebbe la dimostrazione (assai più esemplare di un’esecuzione) di avere completamente lasciato alle spalle il proprio passato di violenza.

Sarebbe certo una scelta sorprendente, ma assai più in linea, in termini generali, con la modernizzazione giuridica e civile su cui il paese si è incamminato, e assai più conveniente, in termini strategici, nella lotta al terrorismo interno.
Il Governo italiano dovrebbe impegnarsi su questo punto a rafforzare le posizioni del presidente irakeno Talabani. Ed avrebbe dalla sua probabilmente il sostegno dell’intero Parlamento. A patto – ovviamente – di non trasformare questo impegno nell’ennesima campagna “anti coalition of the willings”, che, oltre ad essere sbagliata, priverebbe questo tentativo di ogni possibilità di riuscita.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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