Cronache Imperiali. La malattia Walmart, e le sue medicine.

Di Maria Luisa Rossi-Hawkins
Walmart sta ad un ipermercato come un cortile sta ad un campo di football. Da fuori sembra un grande hangar, dentro è ricolmo di ogni genere di consumo, un negozio talmente vasto che andrebbe percorso con un veicolo motorizzato per evitare di stramazzare a terra dopo un giro fra i suoi corridoi ricolmi di merce. Da Walmart si vende praticamente di tutto a prezzi ben inferiori alla media di altri chain stores supercenters: prezzi così bassi, che quando un Walmart si appalesa in una comunità, i piccoli negozi tremano, le grandi catene si adeguano e i consumatori gioiscono.
La sua politica dei prezzi lo ha reso strapotente e se, da una parte, la borsa gratifica il suo titolo con quotazioni alle stelle, l’abbattimento del costo dei lavoratori, che percepiscono salari all’osso, ha reso Walmart sinonimo di banditismo capitalistico, considerato da molti una nuova piaga del mondo moderno. Quando la settimana scorsa Walmart ha annunciato che ridurrà il prezzo di intere categorie di medicinali al prezzo fisso di quattro dollari , ha spiazzato non solo la concorrenza ma ha sbalordito i suoi critici più feroci. Primo fra tutti il New York Times che in un articolo lo ha addirittura proposto per un Nobel per la pace.
Introducendo una flat fee per oltre un centinaio di farmaci da banco, Walmart e si è spinto lì dove nessuna amministrazione aveva ancora mai osato, intaccando con i fatti, non le parole, il problema del costo della sanità in questo paese. Intere categorie di medicinali da banco, infatti, costeranno una frazione del loro prezzo normale, per un risparmio di centinaia di migliaia di dollari per chi sceglierà di andare da Walmart con la propria ricetta medica.
Dagli antibiotici agli psicofarmaci alle medicine contro l’artrite reumatoide, a quelle contro il cancro, sono centinaia le cure che verranno praticamente sovvenzionate dal gigante della distribuzione che dopo il successo dell’iniziativa in Florida, ha esteso l’operazione ad altri 14 stati dell’unione.
E Il mercato ha fatto il resto: spiazzata da una mossa inaspettata, la concorrenza infatti ha dovuto adeguarsi per non perdere milioni di clienti in più della metà del paese. Il primo competitore di Walmart, il gigante Target ha dichiarato che abbasserà anch’esso il prezzo degli stessi medicinali accollandosi, come Walmart, le perdite che questa operazione comporta. Walmart e’ il simbolo della working class americana, del blue collar jobs, dell’ America che lavora, risparmia, produce e sa di avere il diritto a migliorare la sua condizione. Di quell’America che cresce demograficamente, l’unico paese a capitalismo avanzato che aumenta la sua popolazione senza l’apporto degli immigrati.
Da Walmart non comprano i ricchi, ma le famiglie, quelle numerose e multietniche dei sobborghi americani quelle che comprano tanto dovendo spendere poco, quelle che non possono permettersi il lusso dei prodotti biologici o delle carni cresciute nei verdi pascoli del Vermont e fanno a meno dei cosmetici fabbricati nei laboratori svizzeri perché costano troppo. La misura adottata beneficierà sopratutto loro.
Ma i vantaggi di questa operazione, non hanno intaccato il rancore verso le strategie di mercato del colosso americano da parte di chi la critica come una operazione cosmetica e di marketing. “Trattare le medicine come un’esca per accalappiare clienti è ingiusto e immorale,


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