Pannella è straripante. Ma non divora i figli

Intervista a Marco Taradash di Flavia Baldi
Da Il Quotidiano Nazionale del 2/11/2006 pag. 12

Daniele Capezzone accusa il padre Pannella di continuare a «mangiare i suoi figli». Anche lei è stato «divorato»?
Marco Taradash si fa una calda risata. Radicale storico, ex deputato ed europarlamentare, oggi è portavoce dei Riformatori liberali (centrodestra)
Non credo alla storia di Pannella – Crono.Piuttosto mi sembra che arrivi sempre un momento in cui i figli e i delfini decidano di rendersi autonomi. Vede, Pannella ha una personalità straripante con una visione del mondo che vuole imporre a chi lo circonda. Ma, come cannibale, no, non lo vedo davvero».

Eppure, la sua storia, come quella di Negri, Rutelli e tanti altri, lanciati e poi rinnegati dal leader carismatico?
«Posso dirle cosa accadde a me. Nel ’94 Marco Pannella strinse un accordo con Silvio Berlusconí. Emma Bonino ed io fummo candidati, nel maggioritario. Marco corse nel proporzionale contro Fini, a Roma, chiedendo voti anche a sinistra. A sorpresa, vinse Berlusconi. Io ed Emma fummo eletti. Ma alle successive Regionali, caduto il governo di centrodestra, Pannella volle che i radicali corressero da soli, come terzo polo.
Io e Peppino Calderisi non fummo d’accordo, confermammo la scelta per il bipolarismo e il centrodestra. E fu rottura»

Dolorosa?
«Beh, io avevo scelto Marco come maestro e duce. E da lui ho senza dubbio imparato moltissimo».

Ma perché si finisce per litigare con lui?
«Marco non è uomo da compromessi. Lui tende a esasperare il confronto. Ma credo che il suo sia un atteggiamento positivo, che fa crescere i `figli’. Vede, i padri divoratori sono in realtà quelli che non lasciano ai figli la libertà di essere autonomi. Pannella, in qualche modo, sceglie la strada della maieutica, per permettere ai suoi figli-delfini di trarre da sè il meglio. Con coraggio».

Lei, Taradash, è rimasto nel centrotrodestra. Mentre il suo antico maestro ha fatto una scelta diversa.
«Dopo dieci anni di solitudine ha ribaltato la sua posizione. E nessuno dei radicali ha avuto reazioni negative. Neppure Capezzone. Che però, in questi mesi, si è reso conto che quello del centrosinistra non è il terreno giusto per la crescita delle idee radicali e riformiste. Forse, il contrasto tra i due sta nel fatto che Pannella pensa che sei mesi siano troppo pochi per vedere l’esito di una scommessa politica. Non per niente Capezzone è stato accusato di essere troppo frettoloso nel voler archiviare questa esperienza».

Anche Emma Bonino si è schierata contro il segretario defenestrato.
«Beh, non mi sembra una novità, Emma è sempre stata dalla parte di Marco Pannella. Sempre».

E lei non può essere d’accordo che con Capezzone. O no?
«Lui si è legato all’ala riformista del centrosinistra. Il futuro politico non è semplice da leggere. Io dico solo che è facile fare dell’opposizione quando si è nella maggioranza di governo. Bisogna però stare attenti a non calcare troppo la mano perché altrimenti si rischia di passare per il grillo parlante».

Pannella è nella coalizione di governo. Eppure, aspira a fare un congresso (che si apre oggi a Padova) come una volta con i sacchi a pelo e pochi euro in tasca. Radicali di lotta e di governo?
«La scelta di allearsi con il centrosinistra è sbagliata alla radice per i radicali. Perché la sinistra non reca con sé nessun fattore di cambiamento. L’alternativa radicale non avrà spazio. Mentre il centrodestra non ha zavorre ideologiche. Non ha neppure radici. E forse questo è meglio».


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