Le parole con cui oggi i leader dei due principali partiti del centrosinistra prendono oggi le distanza dalla finanziaria segnano la sconfitta del progetto politico prodiano, cioè quello di una impossibile alleanza tra “riformisti” e massimalisti”. Com’era scontato, nonostante la propaganda elettorale dell’Unione sostenuta dalla grancassa dei principali quotidiani, il Governo è da subito risultato ostaggio di quel venti percento della coalizione determinante per la vittoria elettorale costituito da forze che vogliono portare l’Italia indietro di trent’anni imponendo politiche vetro-socialiste che scontentano e pregiudicano la crescita economica.

Fassino e Rutelli se ne accorgano ora?
Anziché insistere sulla propaganda antiberlusconiana come oggi fa Rutelli, Margherita e DS farebbero bene a cercare di convincere Prodi a buttare nel cestino questa finanziaria, scritta all’insegna delle tasse, dello statalismo e dell’invidia, e a scriverne un’altra più leggera che faccia tesoro dei buoni risultati ottenuti nel finale della scorsa legislatura dal Governo Berlusconi. Altrimenti meglio prendere atto che piuttosto che un Governo Bertinotti-Cofferati-Diliberto-Pecoraro, con Fassino e Rutelli al traino, meglio nuove elezioni non appena possibile. Se loro non se ne sono accorti, questo chiede la maggioranza degli italiani delusi più di loro.