Finanziaria: Della Vedova, Rutelli e Fassino dov’erano?

Le parole con cui oggi i leader dei due principali partiti del centrosinistra prendono oggi le distanza dalla finanziaria segnano la sconfitta del progetto politico prodiano, cioè quello di una impossibile alleanza tra “riformisti” e massimalisti”. Com’era scontato, nonostante la propaganda elettorale dell’Unione sostenuta dalla grancassa dei principali quotidiani, il Governo è da subito risultato ostaggio di quel venti percento della coalizione determinante per la vittoria elettorale costituito da forze che vogliono portare l’Italia indietro di trent’anni imponendo politiche vetro-socialiste che scontentano e pregiudicano la crescita economica.

Fassino e Rutelli se ne accorgano ora?
Anziché insistere sulla propaganda antiberlusconiana come oggi fa Rutelli, Margherita e DS farebbero bene a cercare di convincere Prodi a buttare nel cestino questa finanziaria, scritta all’insegna delle tasse, dello statalismo e dell’invidia, e a scriverne un’altra più leggera che faccia tesoro dei buoni risultati ottenuti nel finale della scorsa legislatura dal Governo Berlusconi. Altrimenti meglio prendere atto che piuttosto che un Governo Bertinotti-Cofferati-Diliberto-Pecoraro, con Fassino e Rutelli al traino, meglio nuove elezioni non appena possibile. Se loro non se ne sono accorti, questo chiede la maggioranza degli italiani delusi più di loro.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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