Le parole del Papa sul fatto che non spetti alla Chiesa ma ai cristiani laici “sotto la propria responsabilità” agire in ambito politico, ancorché scontate in uno stato non confessionale, rappresentano una puntualizzazione importante. Il confronto politico, dunque, non è “con la Chiesa”, ma con i politici che si ispirano al suo magistero.
E’ indubbio che nel centrodestra si riconoscono milioni di elettori che si identificano con le posizioni proposte dalla Chiesa sui temi “eticamente sensibili”, ma è altrettanto indubbio che in esso si riconoscono anche milioni di liberali – cattolici e no – che sui medesimi temi hanno convinzioni diverse, fondate sulla libertà e sulla responsabilità individuale.

Per questo sarebbe sbagliato politicamente ed elettoralmente che il centrodestra e Forza Italia facessero coincidere le proprie posizioni sui temi “eticamente sensibili” con la dottrina ecclesiastica.
Come ha sottolineato oggi Silvio Berlusconi, Forza Italia “unisce cattolici e laici nell’affermazione della libertà delle persone”: anche per questo è necessario che nell’ambito del Movimento ci si confronti con un’anima libertaria, che sappia elaborare – spesso a partire da posizioni distinte da quelle prevalenti nel centrosinistra –risposte originali alle nuove domande che la società pone alla politica, dalle unioni civili omosessuali, alla ricerca scientifica, all’eutanasia. Questo, a mio avviso, è quanto si aspettano molti dei nostri elettori.