I pochi benefici azzerati dalle tasse sul risparmio

Lo studio dei Riformatori Liberali
da Libero del 12-10-2006 pag. 8 di Antonio Castro

ROMA Altro che ridistribuzione del reddito. Con l’aumento dal 12,5% a120% della tassazione sugli investimenti finanziari sarà proprio il ceto medio (sotto i 28mila euro di reddito) a rimetterci.More... E l’ipotizzata riduzione dell’imposizione fiscale Irpef verrà completamente erosa dall’aumento delle tasse su azioni, Bot e fondi. L’analisi del presidente dei Riformatori liberali, Benedetto Della Vedova, prende spunto dall’indagine biennale della Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie italiane (2004). «Non è vero», puntualizza, «che la trasformazione del risparmio in attività finanziarie sia  appannaggio esclusivo dei lavoratori dipendenti con redditi elevati, come i dirigenti». Infatti le famiglie degli operai (21,6%) detengono quasi il 9% delle attività finanziarie,mentre quelle degli impiegati (20,7% del totale) hanno in portafoglio il 19.3%.Un’altra fetta considerevole di investimenti – il 36,6% – è in mano alle famiglie dei pensionati e dei non occupati, i quali rappresentano i140,4% del totale delle famiglie italiane. Morale: la scure della nuova tassa sugli investimenti si abbatterà pesantemente proprio sul ceto medio, nonostante le deduzioni e la revisione degli scaglioni Irpef.
Spiega meglio il leader dei Riformisti:. «Se consideriamo, ad esempio, la famiglia monoreddito di un impiegato con 28 mila euro, due figli a carico, con investimenti pari alla media
di quelle detenute dalle famiglie di impiegati, a fronte di un beneficio Irpef di 516 euro annui, potrebbe trovarsi con un saldo attivo di soli 310 euro annui. Più pesante il salasso», prosegue Della Vedova, «nel caso di un impiegato single che, a fronte di un beneficio Irpef di 60 euro annui, vedrebbe ridursi la disponibilità di 146 euro». E non vanno meglio
le cose neppure per i pensionati. «Se infatti 28mila euro fosse il reddito lordo di un pensionato senza carichi di famiglia, con attività finanziarie pari alla media di quelle detenute dai pensionati, il beneficio annuo Irpef di 83 euro verrebbe completamente assorbito», prosegue, «da un aggravio di ben 246 euro causato dall’aumento dell’imposizione sui suoi risparmi. E saldo negativo per le tasche del nostro pensionato sarebbe di 163 euro». Senza considerare il maggior prelievo indiretto dovuto all’aumento del contributo per le prestazioni sanitarie e ai rincari dei servizi.
Insomma, questa Finanziaria, per i Riformatori, proprio non sta in piedi. «Piuttosto che bastonare i contribuenti sotto i28mila euro», analizza Della Vedova, « il governo dovrebbe tagliare la spesa pubblica. E invece vengono varati aumenti slegati dalla produttività per i dipendenti pubblici. La verità è che bisognava avere il coraggio di accelerare sulla strada delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni. Magari riprendendo la partita della dismissione del patrimonio pubblico. Questa Manovra», prosegue il leader radicale, «rischia di trasformarsi in un autogol micidiale. Lo ha ribadito pure la Corte dei Conti: aumentare le tasse significa deprimere la ripresa economica, che peraltro è molto timida».
Ma dietro le scelte di politica economica, stando al presidente dei Riformisti liberali, si nasconde la debolezza politica di un esecutivo. «Prodi», assicura Della Vedova, «non può fare marcia indietro se vuole continuare a governare. Insomma, deve soddisfare quella frangia di estrema sinistra che lo sostiene».



Risparmio o aggravio totale (milioni di euro)






Su depositi
Su titoli
Su azioni e fondi
Totale
Aggravio annuo per singola famiglia (in euro)


Totale dei lavoratori dipendenti
173,57
-466,65
-1522,89
-1815,97
– 175,5 €


Famiglie impiegati
90,96
-228,44
-814,88
-952,36
– 206,31 €


Famiglie operai
51,74
-90,4
-236
-274,66
– 57,02 €


Totale dei lavoratori autonomi
85,12
-208,89
-1365,17
-1488,95
-505,83 €


Totale Pensionati
158,55
-547,28
-1831,56
-2220,29
-246,45 €










Fonte: Banca d’Italia, Relazione del Governatore della Banca d’Italia del 2006 (dati 2005) e Indagine sui Bilanci delle Famiglie Italiane del 2005 (dati 2004)










Totale famiglie: 22300000







Famiglie con capofamiglia dipendente: 10347200 (46,4% del totale delle famiglie italiane)


Famiglie con capofamiglia operaio: 4816800 (20,7%)





Famiglie con capofamiglia impiegato: 4616100 (21,60%)




Famiglie con capofamiglia autonomo: 2943600 (13,2%)




Famiglie con capofamiglia pensionato: 9009200 (40,4%)


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