La maggioranza, con i suoi maggiori e autorevoli esponenti, ha deciso di delegittimare i partecipanti al cosiddetto “tavolo dei volenterosi”, prima di discuterne le proposte in materia di fisco, spesa pubblica e burocrazia.
La stessa esistenza di un tavolo bipartisan, promosso dall’interno della maggioranza, era una dimostrazione di difficoltà del governo. Ma il richiamo alla disciplina di partito e di coalizione per i partecipanti al tavolo è una prova di debolezza ancora maggiore. Quel che meno si comprende, in questo quadro, è l’arroganza di Prodi e di Fassino, visto che –tavolo o non tavolo – il governo e la maggioranza non hanno i numeri e la forza politica né per difendere una finanziaria che scontenta i più, né per cambiarla con proposte maggiormente condivise.