Caro Marco Pannella, grazie per il controspot

Di Tommaso Ciuffoletti

E così Marco Pannella ci promette un sorpresone per Montecatini, all’assemblea dell’Associazione per la Rosa nel Pugno. Non credo che abbia intenzione di farsi calare sul microfono da qualche attrezzatura meccanica in classico stile deus ex machina, ma di certo avrà in mente qualcosa… almeno credo. Lo credo o mi sforzo di crederci, perchè il piedone a pagamento acquistato sul Riformista come controspot a Montecatini (ma comunque spot e di questo lo ringrazio come organizzatore dell’assemblea) non pare confermare tale convinzione. Rafforza piuttosto il dubbio che Pannella stia giocando al gioco del caos, in cui l’istrione che è si prepara a dar prova della sua abilità scenica. Il testo dello spazio a pagamento – spedito a tutto l’indirizzario radicale e curiosamente pubblicato proprio sullo stesso numero in cui figurava anche l’annuncio ufficiale di Montecatini – non brilla infatti per chiarezza d’analisi e ciò al di là dell’annuncio dei fuochi d’artificio. Scrive Marco Pannella della Segreteria nazionale RnP, che "il carattere di grande e unica novità riconosciutele (alla Rosa nel Pugno ndInoz) da ogni parte risiedesse e risieda proprio nella novità di una struttura-formazione politica che è apparsa ed ha operato come un autonomo Centro Politico strategico di iniziativa e di proposta, con un connotato di Partito volto e atto a promuovere opinione, a organizzarla e organizzarsi nel suo momento formativo in modo reciprocamente strutturalmente indipendente anche dai movimenti e Partiti le cui leadership hanno espresso i promotori, fondatori, dirigenti della RnP". Questo dunque l’assunto di base dell’analisi. Possiamo tradurlo così: la Rosa nel Pugno è nata come partito d’opinione, destrutturato, e tale deve rimanere. Mi pare un assunto legittimo, ma del tutto personale da parte di Marco Pannella, dato che non mi risulta esistano documenti ufficiali della RnP in cui si stabilisce tale connotato come necessariamente caratterizzante il nuovo soggetto politico. Lungi dall’essere un assunto estendibile in forza di principio e d’accordi ad altri che non a Marco Pannella, tale posizione può tranquillamente essere una proposta di cui discutere nelle sedi opportune e con tutte le parti interessate, a partire dagli elettori che hanno affidato il proprio voto alla RnP. Per questo, l’appuntamento di Montecatini potrà essere occasione quantomai adatta. Tuttavia la verve polemica di Marco Pannella non pare considerare accettabile tale semplice notazione, dato che poi il testo dello spazio a pagamento prosegue così: "accade, oggi, che si proponga da parte dei compagni SDI e – ancor più ideologicamente – da parte dell’ Associazione Nazionale “PER” (!) la Rosa nel Pugno, organizzata in primis da Lanfranco Turci, una chiara normalizzazione partitica della RnP, in modo che, fra qualche settimana, per amore di… Democrazia, i titolari della RnP sarebbero decine, a piena sovranità politica “democratico-territoriale”. Il peccato compiuto dai compagni Sdi e dell’Associazione Nazionale PER (senza esclamativo) la Rosa nel Pugno è quindi quello di aver proposto altre vie per la realizzazione del soggetto politico Rosa nel Pugno. Il passo da peccato a reato (di lesa maestà nei confronti di Marco?) è breve nell’argomentazione di Marco Pannella, dato che il peccato di aver proposto soluzioni di cui discutere configura il reato di volere una "normalizzazione politica della RnP". Poco importa quindi che le proposte che l’Associazione avanzerà formalmente a Montecatini non siano perfettamente sovrapponibili a quelle avanzate da Enrico Boselli e dallo Sdi, per entrambe l’accusa è quella di essere animate dalla stessa "volontà normalizzatrice". Ci sembra un’accusa francamente poco fondata. Volendo rispondere con una battuta si potrebbe semplicemente notare che il non funzionamento politico della Rosa – tanto aspramente denunciato fino a poche settimane fa dallo stesso Pannella – imporrebbe proprio una discussione orientata al ricercare soluzioni comuni e condivise, partendo – come ovvio e giusto in organismo che deve funzionare democraticamente – dal confronto di posizioni diverse. Ma la questione è assai seria e lo spirito dev’essere messo da parte, perchè credo che gli elettori siano stanchi di giochi delle parti, di falsi colpi di scena e di scenate evitabili. Per chi volesse approfondire consiglio di leggere la proposta avanzata da parte di Alberto Benzoni e Antonio Landolfi su un articolo del Riformista del 29 settembre scorso, come contributo per l’assemblea nazionale dell’Associazione per la Rosa nel pugno. Rimetto a voi ogni giudizio sul fatto che essa possa essere liquidata come una proposta di normalizzazione partitica della Rosa nel Pugno. La potete trovare qui: www.perlarosanelpugno.it Dopo le accuse – a nostro giudizio caotiche e poco fondate – rivolte da Marco Pannella, veniamo alle obiezioni ch’egli avanza alla situazione da lui descritta (e che non corrisponde – se non dal suo personalissimo punto di vista – alla realtà delle cose per come si sono sviluppate in queste settimane). Scrive Marco Pannella: "Due obiezioni: per fare ciò occorre passare sul cadavere della ROSA NEL PUGNO qual è ed è stata; annullarne i suoi patti fondativi e costituiti. Per fondare – forse – il vero Partito “entro il 2009”! Fondare nel 2009 (o 8 o 7) l’ennesimo rottame partitico? Il nostro compito è, al contrario, semmai, quello di fornire anche all’auspicabile grande Partito (dell’alternativa) Democratico, qualche idea, qualche esempio, qualche novità che sembra, purtroppo, totalmente mancare altrove". Passare sul cadavere della Rosa nel Pugno? Quel cadavere che tanti esponenti, anche Radicali, hanno già detto essere tale? Ricordo, fra le altre, le parole di un autorevole esponente di RI come Sergio D’Elia che, all’ultima direzione della RnP, affermava che la Rosa nel Pugno, così com’è nata, è morta (parole che fanno tristemente il paio con quelle di molti esponenti locali dello Sdi che intendono smarcarsi da un progetto- quello della RnP – sul quale stanno dando battaglia alla dirigenza nazionale del proprio partito). Parole il cui senso è stato ribadito da altri dirigenti radicali poco fiduciosi sulla prosecuzione del progetto. Quelle posizioni sono le più lontane dal sentire dell’Associazione per la RnP. Tuttavia esse muovono da un assunto condivisibile e che lo stesso Marco Pannella ha più volte brandito come argomento: le difficoltà oggettive del progetto Rosa nel Pugno. Nononstante queste difficoltà, di cui tanti elettori e militanti sentono il peso, noi siamo convinti che non ci sia alcun cadavere su cui passare sopra, ma che invece si debba lavorare perchè la RnP non diventi tale … per nessuno. E’ per questo che è nata l’Associazione alla cui ragione e attività, evidentemente, Marco Pannella ha dedicato più reazioni infastidite che attenzione Annullare i patti fondativi e costitutivi? Perchè? Vi è forse scritto in quei patti che la RnP debba essere un’associazione movimentista sul calco di Radicali Italiani? Non mi risulta. Ripeto, può essere una posizione da dibattere, ma non è un assunto vincolante. Invece di giocare al gioco del caos, giochiamo a capirci. La nostra volontà è quella di aprire alla Rosa nel Pugno reali ed effettive possibilità di azione politica partecipata. Gli elettori che hanno sostenuto la Rosa nel Pugno non chiedono oggi un "centro propulsore", vogliono partecipare alle decisioni di quel centro, vogliono poter svolgere le proprie iniziative politiche con e per la Rosa nel Pugno. Nostro dovere è non disattendere queste richieste, nascondendoci di
etro paraventi di confusione che non giovano a nessuno(?). Chiedo direttamente a Marco Pannella e a lui in persona, dato che questa si presenta come una sua personale iniziativa, se lui è pronto ad ascoltare quelle richieste, perchè di quelle dibatteremo a Montecatini con compagni dell’Associazione, ma anche socialisti, radicali (e ve ne sono molti aperti ad un confronto franco e leale) e di altra provenienza. Non è nostra intenzione, invece, infilarci nel vicolo cieco ed infruttuoso del gioco del caos al quale Marco Pannella pare volerci invitare. Da elettore me ne sono stancato


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