Finanziaria: Della Vedova, In campo misure vetero-socialiste

La politica fiscale di Prodi improntata ai miti fasulli della progressività e della redistribuzione, ormai abbandonati anche dalla sinistra europea

Tasse, ovunque e comunque, e interventismo (si pensi alla follia di sequestrare una parte del TFR per farlo confluire all’INPS e destinarlo a “progetti di sviluppo”) questa è la cifra della finanziaria approvata dal Governo. A questo si aggiungono le misure a favore di qualche grande azienda e del pubblico impiego.

Nelle giustificazioni offerte alla opinione pubblica da parte dei leader del centrosinistra, la parola d’ordine principale è “redistribuzione”. Con questo obiettivo si cerca di spiegare l’aumento del numero delle aliquote e l’aggravio delle imposte sui redditi medio-alti.

Mentre nel resto d’Europa e del mondo la sinistra abbandona i miti della “redistribuzione” e della “progressività” in nome di un sano pragmatismo che, quantomeno, vede le tasse come “semplice” strumento per finanziare migliori servizi pubblici, il centrosinistra italiano torna a brandire la spada della lotta di classe e della guerra alla ricchezza in nome della “giustizia sociale”. Altro che riformismo alla Blair o Zapatero, quella di Prodi è una finanziaria fatta di misure vetero-socialiste. Il paese ne pagherà le conseguenze.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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