Archive | ottobre, 2006

Pensioni: Della Vedova, Meglio lo scalone che riforma dettata da sinistra massimalista

“Sulle pensioni la maggioranza sta dicendo tutto ed il contrario di tutto: da un lato, c’è chi chiede una riforma ancora più rigorosa di quella del Governo Berlusconi e che entrerà in vigore nel 2008; dall’altro, la sinistra massimalista – vero “azionista di riferimento” di Prodi – invoca a gran voce la cancellazione tout court di quella riforma.
Il rischio – quasi una certezza – è che se il Governo decidesse davvero di mettere mano alla previdenza, a prevalere sarebbe proprio il diktat della componente massimalista dell’Unione.
A queste condizioni, meglio lo scalone al 2008 che la catostrofe sostenuta dalla sinistra estremista e dai sindacati, il cui risultato sarebbe solo il peggioramento della sostenibilità del sistema previdenziale, che finirebbe per penalizzare ulteriormente le giovani generazioni.”

***DACONTROLLARE

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Riformatori Liberali: Per consolidare il consenso sulla finanziaria e sul fisco aprire sulle questioni etiche

La mobilitazione compatta di tutte le forze di centrodestra – seppur con diversi accenti e modalità – contro la finanziaria tutta di tasse e statalismo del Governo Prodi sta ottenendo uno straordinario consenso nel paese. Leggi tutto

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Neolib.it con i Riformatori liberali

Da Neolib.it

Care amiche, cari amici, in questa stagione poilitica italiana, dove il iberalismo sembra ormai un ricordo nei due schieramenti, soffocato dallo statalismo etico conservatore e dal più pericoloso statalismo economico di stampo socialista Leggi tutto

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Studenti Lavoratori

Da Corriere.it

PARIGI – Studiare costa e non sempre dietro a un ventenne c’è una famiglia disposta o in grado di coprire economicamente i cinque o più anni di università. Per questo tanti giovani si «inventano» camerieri o si mettono a distribuire di volantini, o nel migliore dei casi offrono ripetizioni ai propri coetanei. Ma c’è anche un modo più facile per avere uno «stipendio» a fine mese, che si intreccia con il boom di Internet e la facilità di relazionarsi con un clic. Si tratta della prostituzione. Secondo uno studio condotto dal sindacato studentesco SUD-Etudiant e riportato dal quotidiano Le Figaro, che ha approfondito l’inchiesta riportando alcune storie vissute, quasi il 2% degli studenti francesi (uno su 57 per l’esattezza), ovvero un piccolo esercito di circa 40mila ragazzi tra i 19 e i 25 anni d’età (per la grandissima maggioranza ragazze), vende il proprio corpo per mantenersi durante gli studi. ANNUNCI ONLINE – Alcune di loro «praticano» nei bar degli hotel o vengono ingaggiate dalle agenzie che forniscono accompagnatrici a manager e uomini d’affari. Ma la stragrande maggioranza preferisce l’anonimato di Internet, e lo fa tramite annunci di «massaggiatrice» o «femme de menage» (donna delle pulizie) a domicilio. Le più coraggiose, dopo le lezioni, occasionalmente o anche regolarmente, vanno in strada a Parigi, Lione, Montpellier, spingendosi anche sino alla vicina e ricca Bruxelles, in Belgio, e affiancandosi così alle professioniste del sesso a pagamento. BORSE DI STUDIO FERME – «È così, è tutto vero, questo fenomeno esiste – ha confermato Guillaume Houzel, presidente del consiglio dell’Osservatorio della vita studentesca (Ove) -. Va detto che, da qualche anno, constatiamo una tensione crescente sul potere d’acquisto degli studenti. Con la fiammata delle tariffe immobiliari, i costi per gli affitti è aumentato a dismisura. Mentre le borse di studio e gli auti sono rimasti invariati». Risultato: secondo l’Ove, oltre 45mila studenti vivono sotto la soglia della povertà, mentre 225mila stentano a mantenersi gli studi. Un vero e proprio serbatoio per attività di microcriminalità e, in particolar modo, di candidate prostitute, pronte a tutto pur di guadagnare un po’ di argent. LE STORIE – Le Figaro riporta diverse testimonianza di ragazze che si sono prostituite per arrivare a fine mese. Come Emma, 36 anni, studentessa di veterinaria a Bruxelles e donna-oggetto in una casa chiusa: «In due mesi avevo denaro sufficiente per tutto l’anno – racconta -. Non dico che fosse denaro guadagnato in modo "facile", ma ero orgogliosa di non aver derubato nessuno». Quella di Emma è una storia non comune: tante ragazze preferiscono evitare la strada e optare per le tante strade offerte dal Web, dagli annunci alle webcam «hot». Fino ad arrivare a esempi, anche un po’ comici, che denotano fantasia galoppante. È il caso di un annuncio pubblicato da una studentessa di Montpellier, che ha messo in vendita online i suoi slip usati. O di un’atra giovane che propone di acquistare online uno strip-tease personalizzato. DALL’INGHILTERRA AL GIAPPONE – La domanda di prestazioni di ogni genere è fortissima. E il personaggio della studentessa (della serie castigata fuori e bollente sotto la «divisa») può facilmente diventare protagonista di un sogno erotico per cui spendere 50 o 100 euro. Tanto che, secondo gli studi, molte ragazze si fingono studentesse pur non essendo mai entrate in una facoltà. Un fenomeno non solo francese, ma che tocca Paesi sparsi qua e là nel globo, come la Polonia o il Giappone, dove per fare l’università bisogna quasi essere miliardari. In l’Inghilterra, secondo un sondaggio realizzato dalla prestigiosa Kingston University su 130 studenti, un giovane su dieci ammette di conoscere studentesse che lavorano in night club o come accompagnatrici. Il 6% dichiara espressamente di avere nella propria cerchia di amici una ragazza che si prostituisce. Il motivo, secondo gli autori dell’indagine, è sempre il denaro. Infatti le tasse d’iscrizione alle università britanniche sono triplicate dal ’98 toccamdo una media di 4.500 all’anno. LA STORIA DI LAURA – Le Figaro riporta una storia «esemplare», quella di Laura. Ventun anni, studentessa di psicologia a Parigi. Brava negli studi, ma con alle spalle una situazione familiare difficile e il duro ricordo di una molestia sessuale subita a 15 anni. Il primo anno di università è segnato da disagio crescente: anoressia, bulimia, depressione. Laura fa fatica a star dietro al calendario di lezioni ed esami e la famiglia le fa mancare il sostegno economico mensile. L’approdo al guadagno facile le appare immediato, logico: lascia degli annunci sul Web, un uomo la invita ad andare a casa sua per fare le pulizie e le offre 50 euro per svolgere i lavori domestici senza niente addosso. Il giorno successivo le offre il doppio per accarezzarlo tra una spolverata e l’altra. «Mi sentivo anestetizzata – racconta Laura -, ma anche forte: potevo usare gli uomini a mio piacimento». La ragazza ha poi scoperto metodi meno «coinvolgenti» di darsi ma altrettanto remunerativi, come farsi fotografare nuda o proporsi come protagonista di video hot dietro una webcam. Il finale della storia è romantico: Laura trova un fidanzato, che l’aiuta a uscire dal mondo della prostituzione, le fa superare la voglia di suicidarsi e le offre un motivo in più per stare al mondo.

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Peppino Calderisi su Sky – Sat 8

Oggi, lunedì 30 ottobre alle ore 21.00 Peppino Calderisi sarà ospite della trasmissione di Costante Paolozzi su Sat 8 (canale 859 du Sky).

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Benedetto Della Vedova a Omnibus

Domani, martedì 31 ottobre alle ore 7.50 Benedetto Della Vedova sarà ospite della trasmissione Omnibus su La 7. In studio  con Gaia Tortora ci saranno: Alfonso Gianni,  Roberto Pinza,  Alessandro De Nicola e Adolfo Urso.

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Pensioni: Della Vedova, Governo non faccia danni

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia:

“Sulle pensioni le voci interne alla maggioranza coprono tutto lo spettro delle posizioni possibili: da quelle – condivisibili – che chiedono una riforma ancor più rigorosa di quella della CDL che entrerà in vigore tra quattordici mesi a quelle –  pericolose – che vogliono semplicemente cancellarla per ripristinare lo status quo ante. Leggi tutto

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Economia e giovani

Roma – Nuova occasione di approfondimento con Generazione Elle. Grazie alla disponibilità di Benedetto Della Vedova parleremo dei temi dell’attualità economica in chiave “giovanile”

 

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Sesso – Viale 30 ottobre 2006- AUDIO

Roma – Terza puntata della nuova rubrica di Generazione Elle. CC 2.5 - Generazioneelle.info

 

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Creazionismo vs. Evoluzionismo

Di Luigi Pavone

Alla sfera del dibattito sul relativismo – alimentato da vari tentativi di ricerca d’identità europea od occidentale, e in campo propriamente culturale dal tentativo di elaborare un percorso alternativo alla insostenibilità filosofica del realismo da un lato, e all’autonegazione dello scetticismo dall’altro – appartiene una serie di contrapposizioni che vede su fronti opposti laici e cattolici, fautori della legge 40 sulla fecondazione artificiale e sostenitori della libertà di ricerca scientifica, coloro che ritengono che la miglior politica sull’immigrazione sia quella caratterizzata dall’apertura e coloro che ritengono esattamente il contrario, conservatorismo di destra e progressismo di sinistra, permissivismo bioetico e autoritarismo. Anche i gusti cinematografici sembrano essere influenzati dal dibattito sul nichilismo occidentale, basti pensare alle divisioni suscitate dall’ultima opera cinematografica di Almodovar. A questa lista aperta si aggiunge con una certa regolarità la polemica tra creazionisti ed evoluzionisti, talvolta interna al dibattito scientifico stesso. Per il prof. Zichichi, le teorie evoluzionistiche non possono essere classificate come teorie scientifiche, in quanto non possiedono i requisiti fondamentali che rendono scientifica una teoria, come ad esempio la ripetibilità dei fenomeni. Gli evoluzionisti replicano che tali requisiti – compresa la ripetibilità – si ricostituiscono ad un livello speciale d’osservazione. Alla luce dell’epistemologia contemporanea, il giudizio di Zichichi appare troppo severo, benché sia indubbiamente constatabile il valore ideologico di stampo laicista che le teorie evoluzioniste hanno avuto e continuano ad avere. Per taluni la polemica in questione lascia il tempo che trova. Invito a diffidare dell’operazione tipica di costoro, la quale consiste nel recidere ogni tipo di legame tra le teorie evoluzionistiche e quelle creazionistiche, confinando le prime in ambito esclusivamente scientifiche e le seconde in ambito esclusivamente metafisico o religioso. Ritengo che quest’operazione sia poco interessante, per due motivi: il primo, storicamente e per ragioni non soltanto etiche, le versioni tipiche del creazionismo implicano o sostengono apertamente il fissismo, vale a dire la teoria secondo la quale le specie viventi non sono sottoposte a trasformazione in altre specie; il secondo, l’interesse filosofico e scientifico del creazionismo risiede nella sua opposizione all’evoluzionismo. Difatti, fuori di questa opposizione, non si capisce bene cosa esattamente voglia dire, o per metterla in altri termini: cosa esattamente prescriva di fare per attestarne la validità. Richiamandosi al creazionismo, Stephen Meyer – teologo e filosofo della scienza – ha elaborato una teoria alternativa al neodarwinismo: la teoria dell’I.D. L’Inteligent Design sostiene che la selezione naturale non è in grado di spiegare certe caratteristiche degli esseri viventi, come ad esempio le facoltà cognitive, e che queste possono essere meglio spiegate ricorrendo all’esistenza di una Causa intelligente, la quale tende a specificarsi come concetto centrale di una forma esplicativa alternativa all’approccio evoluzionistico. Sebbene il grado di elaborazione di questo nuovo paradigma scientifico non superi di molto il livello metaforico, tale operazione culturale è indubbiamente più interessante della semplicistica separazione delle teorie evoluzionistiche dal creazionismo. Interessi scientifici e ideologie coabitano nella proposta di sottoporre la stessa ragione al processo biologico dell’evoluzione. Secondo Margherita Hack, la ragione è il risultato dell’evoluzione biologica: la materia si aggrega in forme sempre più complesse, fino a formare il nostro cervello e le nostre facoltà cognitive. Quanto segue è un breve tentativo di respingere questa ipotesi, proponendo una versione del vecchio argomento antipsicologicista che si avvale delle critiche che Stephen P. Stich rivolge alle teorie evoluzionistiche applicate ai sistemi cognitivi. La teoria secondo la quale la ragione è il prodotto dell’evoluzione biologica sottopone questa stessa teoria al processo evolutivo e si trova pertanto impegnata a dimostrare che l’evoluzione biologica conduce a sistemi cognitivi in grado di produrre credenze vere sul mondo esterno e la sua storia evolutiva. Sulla scorta delle critiche di Stich alle teorie evoluzionistiche applicate a sistemi cognitivi, siamo in grado di ricondurre la tesi secondo la quale l’evoluzione promuove sistemi cognitivi che producono per lo più credenze vere le seguenti due premesse: l’evoluzione produce organismi le cui proprietà si approssimano a quelle di un sistema ottimamente progettato; un sistema cognitivo ottimamente progettato è un sistema cognitivo che produce credenze vere. Abbiamo ragioni sufficienti per dubitare di entrambe le premesse. Esistono fattori evolutivi che non sono riconducibili alla selezione naturale di proprietà che si approssimano alle proprietà di un sistema ideale ottimamente progettato, e per di più a stessa selezione naturale può promuovere caratteristiche positive con risvolti negativi. È di M. Vassallo l’esempio dei geni dell’albinismo negli animali artici: le pellicce bianche favoriscono la sopravvivenza, ma sono anche causa di problemi visivi che l’ ostacolano. Quanto alla seconda premessa, si deve osservare che i sistemi cognitivi che producono credenze vere possono comportare un eccessivo dispendio di energie da renderli poco adattivi: in fondo la sopravvivenza e la conservazione della specie richiedono proprietà che favoriscono la sopravvivenza e la conservazione della specie, e i sistemi cognitivi che producono credenze vere le favoriscono soltanto a certe condizioni. Cartesio credeva che una volta dimostrata l’esistenza di Dio i concetti epistemici della chiarezza e della distinzione fossero sufficienti a favorire un valido strumento di demarcazione delle credenze vere e delle credenze false. I suoi critici seppero indicare il circolo vizioso in cui si avvolgeva la dimostrazione cartesiana dell’esistenza di Dio: il procedimento argomentativo che conduce all’affermazione dell’esistenza di Dio risultava essere sprovvisto proprio di quelle garanzie epistemiche che intendeva costruire. Qualcosa di molto simile accade oggi agli evoluzionisti che intendono naturalizzare la ragione. Ammessa (e non concessa) la validità di quelle due premesse, ci troviamo in una situazione analoga a quella cartesiana: se da un lato la dimostrazione cartesiana si trova in sintonia con la tradizione cristiana, d’altra parte gli evoluzionisti sostengono una teologia evoluzionistica avvolta nelle stesse contraddizioni della teologia cartesiana.

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Finanziaria: Della Vedova, Padoa Schioppa contro Draghi? Se vero fatto politicamente gravissimo

Se quanto riportato dal quotidiano “Il Tempo”sul duro scontro tra il Tesoro e Bankitalia in merito alla finanziaria rispondesse a verità, saremmo di fronte ad un fatto gravissimo. Se, come emerge dalla cronaca de Il tempo, ad usare parole sprezzanti nei confronti del Governatore Draghi non fosse stato Padoa Schioppa ma un ministro di centrodestra fioccherebbero denunce sull’apertura di una grave crisi istituzionale. Leggi tutto

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Laicità perduta

Comunicato di NO GOD

Sono molto lieto di scoprire che non siamo solo noi di NO GOD ad aver individuato il pericolo della santa alleanza chiesa cattolica-islam nella guerra di civiltà (vera) mossa dal mondo dei totalitarismi religiosi da una parte a quello della libertà di pensiero e di critica dall’ altra. Da quando abbiamo fondato la nostra associazione quattro anni fa insistiamo tutti i giorni proprio su questo (vedi www.nogod.it ). Ma il peggio è che se contro la democrazia e la laicità vinceranno i due sistemi religiosi più potenti del pianeta provvisoriamente alleati, poi lo scontro finale avverrà proprio fra loro in nome delle diverse interpretazioni del loro immaginario dio. E sappiamo già che vinceranno i fondamentalisti della religione più violenta e sanguinaria. 27/09/06 – Dopo la "Pace di Castelgandolfo" si gonfia lo tzunami dei fondamentalisti islamici contro la libertà d’espressione della cultura occidentale. Cominciamo a sentire i primi effetti dell’abiura con cui Benedetto XVI a Castelgandolfo ha ammesso il suo errore di Ratisbona. Imbaldanziti da quel successo e dalla richiesta di alleanza avanzata dal papa contro le libertà di pensiero e di critica, ivi compresa quella di ridicolizzare le balle colossali spacciate come rivelazioni divine dai sistemi religiosi totalitari, i fondamentalisti islamici avanzano la loro prima clamorosa pretesa. Poiché ritengono offensiva una particolare scena dell’ Idomeneo di Mozart il Teatro dell’ Opera di Dresda è stato costretto a sospendere la rappresentazione nel timore di attentati. Se il mondo della cultura laica non reagirà compatto a questa nuova pretesa dei fondamentalisti vuol dire che quel mondo nato tre secoli fa dall’ Illuminismo è definitivamente perduto

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