“Doveva essere una Finanziaria di “rigore e sviluppo”, sta diventando una manovra ispirata dal “furore ideologico” della sinistra massimalista nei confronti dei redditi medi ed alti.
D’altronde, la campagna di comunicazione di Rifondazione Comunista ha lealmente esplicitato che lo scopo è colpire i “ricchi” (per usare il gergo dei manifesti). E’ un obiettivo puramente ideologico perché – come Visco sa bene – tutto ciò non produrrà alcun vantaggio rilevante in termini di gettito.
Anzi, l’esperienza internazionale e la pur incompiuta riforma Tremonti confermano che non l’aumento ma la riduzione delle aliquote marginali stimola l’attività economica e fa crescere il gettito fiscale.

Cosa resta oggi del “rigore” riformista del Dpef?
A fronte del niet dei ministri di spesa, dei sindacati e di una parte della maggioranza ad una seria politica di riduzione della spesa, Padoa Schioppa e Visco cercano di reperire i fondi che mancano all’appello preparando una stangata sui risparmi dei cittadini – aumentando, con un decreto per giunta, al 20% la tassazione su titoli di stato, fondi di investimento o prodotti assicurativi – inasprendo l’Irpef e impostando le basi per un fisco onnipresente nella vita dei cittadini.

Se questa è la Finanziaria che il centrosinistra voterà, allora – oltre che il rigore – dovremo dimenticare anche lo “sviluppo”.