All’orizzonte un braccio di ferro?

Di Daniele Arletti

I mezzi di diffusione di massa (tradizionalmente radio, televisione e giornali, ecc.) costituiscono uno elemento fondamentale per condizionare le masse ( vedi ), specie se non esiste una rigorosa regolamentazione per le nuove tecnologie. Infatti, oggi queste permettono di trasferire contenuti audio/televisivi sui telefoni fissi e cellulari (con prospettiva più ampia di quelli tradizionali). Considerato che in Italia si ha il più elevato numero di telefonini al mondo, un domani si potrebbe creare la situazione che una massa enorme di persone che possiedono tale strumento, si possa tradurre in una utilizzazione per imporre in tempi rapidi decisioni che potrebbero essere anche un pericolo per la stabilità democratica di un Paese, in primis facendo leva sui giovani e giovanissimi che sono più esposti a pressioni con messaggi subliminali, con offerte mimetizzate tipo pubblicità-telefono-gratis, o come qualcuno della destra nelle recenti elezioni politiche aveva giù sperimentato il sistema con brevi messaggi (sms) di invito a votare a loro favore, ecc.). Quindi in prospettiva diventerà uno strumento decisionale difficilmente controllabile (vedi concetto di potere decisionale su larga scala). E se queste nuove tecnologie venissero utilizzate per creare una mobilitazione di massa da parte di forze irresponsabili disposte a rompere i meccanismi di difesa della democratizia? Marco Tronchetti Provera, numero uno di Telecom Italia oggi sostituito improvvisamente da Rossi, ha deciso di vendere una parte consistente del gruppo (TIM valutata 35 miliardi di euro, ma fortemente indebitata – 20 miliardi di euro), mentre si lascia intendere che si tratti di un operazione eminentemente finanziaria, in realtà è assai più consistente e molto sospetta la manovra politica fatta per cercare di eliminare il conflitto di interessi sui privilegi acquisiti dalla destra politica ed economica, introducendo l’invenzione di una manovra che sostanzialmente ricrei nuovi spazi da conquistare per rimontare la perdita di potere sui mezzi tradizionali, quando si verificherà la vera caduta del conflitto di interessi mai risolta da diversi anni. Cogliamo l’occasione, infine per rilevare la tendenza sospetta nel scindere la telefonia mobile e fissa, contro la strategia comune europea che marcia in direzione completamente opposta. Tronchetti Provera e Rupert Murdoch, il magnate australiano presente in Italia attraverso la controllata Sky che con il progetto comune del Digitale Televisivo Terrestre o DTT (vedi ) non trovando ancora le condizioni politiche per lanciare questa nuova tecnologia del digitale, perchè lo switch-off è slittato al 2008, ci tentano una seconda volta, con mezzi tecnologici più piccoli, per divulgare i contenuti audio/televisivi, ma sempre tenendo d’occhio gli obiettivi politici, anteponendo questi ultimi anche mascherandoli con presunte grandi manovre finanziarie, cosa che riteniamo nettamente superato sul piano politico e strategico del nostro Paese. Il Ministro Antonio Di Pietro chiede ora di rivedere le concessioni della telefonia mobile ( vedi ). Il Ministro Pecoraro Scanio richiama l’esecutivo perchè blocchi l’operazione. La golden-share ( vedi ) detenuta ancora dal Tesoro prevede che il governo possa opporsi alla ristrutturazione proposta di Telecom Italia per "salvaguardare i diritti e gli interessi politici e strategici dello Stato". Oggi attraverso i cellulari non sono solo strumenti di conversazione, ma prevedono anche altri servizi come l’invio di email, il collegamento ad Internet, l’invio di fax, invio di immagini, di audio, di filmati, di trasferimento di documenti, utilizzato per la stampa e le registrazioni d’archivi, che si possono diffondere nel mondo e fornire anche la ricezione/modulazione come una postazione multimediale professionale. E’ lecito, è COSTITUZIONALE che un gruppo privato (tra l’altro straniero) si appropri non solo della TIM, ma anche della gestione delle infrastrutture creando un nuovo monopolio per la telefonia mobile (in un’azienda dove lo Stato PUO’ ESERCITARE la Golden-Share, così come già fatto recentemente France-Telecom): prima che a carattere economico tale problema lo ripetiamo, investe grosse responsabilità in materia di tipo POLITICO e strategico, interesse primario per il Paese! Alla luce di quanto sopra, noi LIBERALSOCIALISTI con priorità dello "stato sociale", purchè efficiente e non fonte di sprechi e parassitismi. Allo Stato spetta sostanzialmente un duplice compito: da un lato quello di garantire le condizioni di uno sviluppo equo e il più possibile armonico, tutelando il mercato e la libera concorrenza dalla cappa soffocante dei "blocchi" e delle "corporazioni", di lobbies che si affermano attraverso scalate viste negli ultimi tempi; dall’altro lato lo STATO ha il compito di tutelare gli interessi dei cittadini , con priorità che assicurino i valori della DEMOCRAZIA nel rispetto degli obiettivi che ci poniamo attraverso il sostegno del Governo Prodi. Una realtà che non rientra in una normale attività di carattere economico e finanziario, ma travalica tali limiti per il grande valore attuale e di prospettiva che riveste già il settore delle telecomunicazioni tradizionali, dove le nuove tecnologie sono in continua evoluzione, deve essere decisa nel quadro di una politica nazionale e con la responsabilizzazione del Governo in carica.
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