Segreti e bugie 2

Da Corriere.it MILANO – Ventuno ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dalla Procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta sulle intercettazioni coordinata dai pm Nicola Piacente, Stefano Civardi e Fabio Napoleone che tocca anche Telecom. Tra gli arrestati vi sono anche l’ex manager della società ed ex sottufficiale dell’Arma Giuliano Tavaroli, a lungo braccio destro di Marco Tronchetti Provera e capo della sicurezza del gruppo fino al maggio 2005, ed Emanuele Cipriani, titolare dell’agenzia di investigazioni fiorentina Polis d’Istinto. I due sono stati arrestati rispettivamente a Milano e a Firenze. ARRESTATO IEZZI – Altro nome eccellente è quello di Pierguido Iezzi, responsabile della security Pirelli, anche lui in carcere nell’ambito della stessa inchiesta. Iezzi e Tavaroli risultano al momento le uniche due persone legate alla compagnia telefonica ad essere coinvolte nella vicenda delle intercettazioni. Iezzi è stato arrestato all’alba nella sua abitazione nell’hinterland milanese. Per Tavaroli, Cipriani e Iezzi l’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla rivelazione di segreti di ufficio. CONTI ESTERI – Tra i reati contestati a Tavaroli e a Cipriani c’è inoltre l’appropriazione indebita. L’ipotesi scaturisce dagli accertamenti su un giro di fatturazioni di società estere, indirizzate al gruppo Telecom-Pirelli, che gli inquirenti sospettano possano essere state gonfiate per rendere disponibili somme di denaro. Sono stati infatti sequestrati conti correnti esteri contenenti valuta per 15 milioni di euro: di questi 11 erano in Lussemburgo e due in Svizzera su conti cifrati, ai quali si è potuto avere accesso solo in seguito a rogatorie internazionali. Secondo i carabinieri, i conti sarebbero riconducibili all’agenzia investigativa fiorentina. Per questo troncone di inchiesta risulta accusato di riciclaggio il commercialista di Cipriani, Marcello Gualtieri. Sempre a Firenze è stato posto sotto sequestro un immobile del valore di circa due milioni di euro di proprietà dello stesso Cipriani. INFORMAZIONI RISERVATE – Gli inquirenti indagano inoltre su informazioni carpite illegalmente dagli investigatori della Polis d’Istinto. Nell’ordinanza emessa dal gip di Milano, Paola Belsito, si spiega il meccanismo: gli investigatori «ricevuto l’incarico da parte dei dirigenti delle security» fornivano loro «un resoconto delle attività condotte completo di informazioni illegali». Tra le informazioni illecite vi sarebbero precedenti penali, informazioni tributarie, fiscali, anagrafiche, accertamenti bancari, fornite da chi si trovava in posizioni tali da trattarle, cioè agenti e militari compiacenti che in questo modo rivelavano segreti d’ufficio o violavano la privacy delle persone «monitorate». CORRUZIONE – Tra i ventuno arrestati (di cui 3 posti agli arresti domiciliari) compaiono anche alcuni poliziotti della Questura di Firenze e di Prato, militari della Guardia di Finanza di Firenze, un carabiniere del capoluogo toscano, cinque militari della Guardia di Finanza in servizio a Como (che avrebbero fornito informazioni riservate all’agenzia investigativa), un impiegato dell’Agenzia delle entrate di Firenze e un altro poliziotto. L’accusa per tutti è di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla rivelazione di segreti d’ufficio. È finito in manette anche un agente della Polizia Stradale di Torino, Moreno Bolognesi. L’uomo è accusato in particolare di violazione dell’articolo 323 del Codice Penale (abuso d’ufficio), per essere entrato nel centro dati del Ministero dell’Interno con una password personale per fare ricerche senza giustificato motivo. Decine e decine le perquisizioni in circa venti città, da Milano a Firenze, da Bologna a Prato a Torino, Novara e Como.


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