Non giocare con la psiche dei bambini

Di Gianni Colacione

Vorrei soffermarmi sulla vicenda attualissima della famiglia ,mi pare di Genova , che ha deciso di nascondere la bambina bielorussa, Masha, affidata a loro temporaneamente per evitarle il ritorno in patria alla scadenza del periodo preordianato. Ebbene a prescindere dal fatto che sulla questione specifica insistono torbidi e drammatici risvolti di molestie subite dalla bimba nell’istituto ove vive in Bielorussia, molestie che hanno lasciato il segno nella sua psiche che rendono umano il comportamento della famiglia italiana che l’ha custodita e amata in questi ultimi mesi, vorrei evidenziare quanto ignobili siano, per le conseguenze sopratutto a danno dei bambini oggetto, questi scambi di minori da uno stato ove spessissimo vivono in uno stato di miseria e sopratutto di disagio emotivo ad un altro ove regna ai loro occhi opulenza e trovano il calore di famiglie disposte a tutto per loro. Io sostengo che l’immaturita’ della psiche di un bambino aggravata dalla oggettiva situazione disagiata sia materiale che emotiva vissuta in patria non dia la possibilita’ al minore stesso di evitare il coinvolgimento totale nella relazione affettiva che si va istaurando e cio’ provoca il cadere cosi’ nell’abisso della depressione e del dolore (a mio parere anch’esso foriero di traumi infantili) che sorgera’ all’interno di esso al momento dell’inevitabile e forzoso distacco per il ritorno in patria. A me appare come una cosa meschina il far provare il paradiso a questi bimbi eppoi sottrarglielo alla scadenza prefissata, senza parlare che il truma e’ anche per le famiglie che li accolgono anche se non sono i soggetti da tutelare in primis. Un bambino che ha la sfortuna di essere malato, povero, orfano e che vive in un orfanotrofio di un paese come la bielorussia ove probabilmente anche il personale interno a queste strutture e’ piu’ simile ad un secondino che ad amico o lo si avia ad una adozione pura e semplice oppure con questi periodi di effetto interrotti da lunghi mesi di detenzione gli si compromette definitivamente lo sviluppo della sua sfera psico-emotiva. Ancor piu’ diabolico e’ (cio’ accade spessissimo) se tali bimbi hanno una famiglia di origine, che versa nelle solite disgiatissime condizioni, poi ospiti in Italia ne conoscono un’altra che li ama e puo’ offrire loro tutto cio’ che vogliono, con essa vivono un periodo splendido ricco di emozioni positive e di affetti eppoi… eppoi devono tornare nella famiglia d’origine, ovviamente non felici di farlo ma obbligati perche’ costoro sono pur sempre i loro genitori. Genitori che ovviamente vedranno attenuata la loro influenza, il loro gradimento, insomma la loro posizione in generale perche’ messi a confronto con la famiglia… ricca (e dove non c’e’ bisogno c’e’ piu’ stabilita’ emotiva) dal bambino che inevitabilmente fara’ dei confronti, dei paragoni delle valutazioni e al suo interno delle scelte. Insomma giocare con la psiche dei minori per soddisfare estemporanei ed egoistici impeti, direi eccessi ,di altruismo peloso credo sia un crimine che come una violenza sessuale lascera’ un segno nello sviluppo del soggetto , qualcosa che un giorno riemergera’ a causa di una errata formazione della sua sfera emotiva.


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