Papa: Taradash, Prodi sottovaluta le minacce islamiche

Dichiarazione di Marco Taradash, portavoce Riformatori Liberali

“Ma è mai posibile che l’unica cosa che Prodi è stato in grado di dire sulle esecrabili reazioni del fronte islamico (fra cui l’assassinio di una missionaria) di fronte alle parole del Papa è che non vi è alcuna minaccia su Roma da parte di Al Quaeda! A parte il fatto che vorremmo conoscere le sue fonti – Bin Laden in persona, il suo amico Ahmadinejad?- Prodi continua a non spendere una parola sull’intimidazione costante che pende sulla libertà di espressione, ogni qualvolta venga pronuciata una frase sgradita al fondamentalismo religioso islamico. Il fatto che ad essere oggetto di minacce gravissime sia oggi il capo della Chiesa Cattolica è un segnale di allarme di eccezionale preoccupazione che richiede ben altro che il bonario paternalismo di Prodi. Noi denunciammo l’attacco alla Danimarca quando dopo la pubblicazione delle famose vignette il primo ministro danese disse che non poteva offrire scuse a nessuno perché nel suo paese la libertà di stampa è un diritto inalienabile. Allora il Vaticano scelse la dissociazione, oggi si trova nella stessa situazione il Papa. Dovrebbe essere ormai chiaro, come scrive oggi il Washington Post, che è tempo di unirsi tutti, indipendentemente dal condividere o no questa o quella frase o disegno, indipendemente dallo schieramento politico, a difesa della libertà di espressione, in occidente come altrove. Prodi come primo ministro del paese che ospita il Vaticano, avrebbe oggi il dovere di dare l’esempio. Ma è ormai evidente che non lo può fare, perché la sua maggioranza non glielo consente. E questa è una vergogna per l’Italia.”


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