Il business plan di Palazzo Chigi prevedeva introiti straordinari per il Tesoro

Tra i tanti risvolti oscuri della vicenda Telecom – sui quali sarebbe necessario fare luce non solo con la presenza in parlamento di Romano Prodi ma con una Commissione Parlamentare di inchiesta che prenda in esame tutta la vicenda della Telecom dopo la privatizzazione – vi è quello legato alla finanza pubblica.

Nel business plan redatto nelle stanze della Presidenza del Consiglio da Rovati, cui il Premier non ha nemmeno chiesto di dimettersi, vi era anche un’analisi precisa del coinvolgimento pubblico: da una parte l’esborso della Cassa Depositi e Prestiti per acquisire il controllo della rete Telecom, scorporata e quotata in Borsa, per 5/6 Miliardi di Euro. Dall’altra gli introiti straordinari del Tesoro derivanti dalla tassazione delle plusvalenze realizzate da Telecom stessa in conseguenza dell’operazione: oltre 5 Miliardi di euro.

Può darsi che si tratti solo di una straordinaria coincidenza, ma il Ministro Padoa Schioppa farebbe bene a chiarire se negli “sconti” alla finanziaria che sono stati concessi così generosamente subito dopo l’approvazione del DPEF, non si tenesse conto degli introiti straordinari dell’operazione Telecom “suggerita” da Palazzo Chigi.