Telecom: Della Vedova, Prodi non faccia il cinese

Dopo dimissioni Tronchetti doverosa presenza Prodi in Parlamento.

“La vicenda Telecom dice molto sul perché il Presidente Prodi dica di trovarsi così a suo agio in Cina (e del perché non ritenga prioritario per lui spendersi in favore dei diritti umani e delle libertà conculcate dal regime di Pechino).
Dapprima Prodi ha dimostrato di voler interferire nelle decisioni di un’azienda privata, quotata in borsa e partecipata in modo significativo da capitali non italiani, secondo le regole dell’”economia socialista di mercato” che ancora in Cina coniuga elementi di capitalismo con il permanere di un ferreo controllo statale sull’economia e sulle aziende.

Poi, di fronte ad uno scandalo che nemmeno la stampa amica ha potuto tacere e che in qualsiasi paese democratico avrebbe già provocato le dimissioni, se non del Premier, quantomeno di alcuni suoi più stretti collaboratori, Prodi ha spiegato che lui a spiegare alle Camere e al paese non ci pensa proprio.
Anche per questo sentirsi svincolato da qualsiasi obbligo istituzionale e politico di dover dare conto al Parlamento e all’opinione pubblica del suo operato e dalla necessità di fugare – se possibile – ogni dubbio sulla trasparenza dei suoi comportamenti, il Presidente del Consiglio sembra essersi ispirato ai suoi omologhi cinesi con i quali sembra tanto in sintonia.

A maggior ragione dopo le dimissioni di Tronchetti Provera, Prodi deve riferire in Parlamento. Se il Presidente del Consiglio dovesse confermare il suo arrogante diniego, ci auguriamo che il Presidente Napolitano, prodigo di interventi a tutto campo nelle vicende della politica, non manchi di richiamare il premier ad un atteggiamento meno “cinese” e più “europeo”.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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