Telecom: Taradash, subito commissione d’inchiesta parlamentare

Dichiarazione di Marco Taradash, portavoce Riformatori Liberali

“Non serve a nulla che Prodi vada in Parlamento a ripetere che di Telecom nulla seppe, nulla sentì, nulla vide. Come potrebbe infatti modificare una versione che ha messo nero su bianco e poi declamato in italiano e cinese?
Lo scontro pubblico fra il primo ministro e uno dei massimi imprenditori privati, e il retroscena segreto ora venuto alla luce sul tentativo di ingerenza da parte di Palazzo Chigi nella gestione di una grande azienda privata italiana richiede un immediato accertamento pubblico della verità. Lo strumento più appropriato per fare chiarezza, almeno per la pubblicità dei suoi lavori, è una commissione d’inchiesta parlamentare, visto che, al di là dei tempi lunghi propri di un’indagine penale, la magistratura sembra perplessa sul da farsi (viva il sussulto garantista!). Al di là dei risvolti penali, la questione è politica, e riguarda direttamente il presidente del Consiglio. Troppe domande sono senza risposta. E’ vero che il Governo è stato lo sponsor delle proposte del banchiere prodiano Claudio Costamagna volte a far nascere dall’unione di Telecom e Sky un grande polo multimediale filogovernativo? E’ vero che a questo fine sono state promesse ingentissime risorse pubbliche, quelle della Cassa depositi e prestiti, al fine di riportare sotto controllo governativo la rete fissa telefonica? E’ vero che il progetto prevedeva l’accorpamento di Terna, Snam e telefoni per dare vita a un nuovo gigantesco carrozzone statale dell’elettricità, dell’energia e della telefonia? E’ questo che oggi la sinistra di governo chiama ritorno alla programmazione? Se sì, ci si vuol dire quale parlamento ha autorizzato queste mosse? E quale autorità di controllo della Borsa o delle Telecomunicazioni, o della Concorrenza ne è stata informata, anche al fine di evitare che l’intervento governativo favorisse speculazioni a borse aperte provocando danni agli azionisti, come puntualmente avvenuto? Se perfino il diretto interessato, Prodi, continua a dire di non saperne nulla, che cosa aspetta la stessa maggioranza a fare la prima mossa nel varare la commissione d’inchiesta?”.


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