Ieri i giornali titolavano: ‘Prodi: sui conti non transigo’. Oggi apprendiamo invece che il presidente del Consiglio si e’ detto disponibile a un ulteriore sconto del dieci per cento sulla finanziaria, il cui importo passa da 30 a 27 miliardi (oltre a escludere gli interventi sulle pensioni, in obbedienza alla volonta’ del sindacato)”. Lo afferma Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia.

“In questo modo a perdere di credibilita’, pero’, non e’ solo Romano Prodi, incapace di guidare con coerenza una maggioranza alla merce’ della sinistra neocomunista nonche’ di resistere ai diktat sindacali, ma l’immagine dell’Italia nelle istituzioni e i mercati internazionali. La questione, infatti, non e’ tanto l’entita’ della manovra, il cui ammontare era stato fissato nel Dpef in 35 miliardi, ma l’incapacita’ del governo a tenere fermo per piu’ di una settimana un impegno, regolarmente assunto come ‘necessario al Paese’ e inderogabile”.