Inserito il 30 settembre 2006. Tags: audio, Taradash
Sulmona – Registrazione audio integrale dell’incontro dibattito del 29 settembre scorso presso la Sala della Comunità Montana di Sulmona (AQ).
Al dibattito, dal titolo “I Riformatori liberali e la sfida della modernità”, erano presenti Marco Taradash, portavoce nazionale dei Riformatori Liberali, l’avv. Alessio Di Carlo, presidente del Club “Enzo Tortora” (RL Pescara), l’avv. Luciano Angelone (RL L’Aquila), l’on. Paola Pelino (FI), l’avv. Felicetta De Gregorio (RL Chieti)
CC 2.5 ita – Radio Radicale.it
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Inserito il 30 settembre 2006.
La stangata fiscale del centrosinistra era certa fin dalla campagna elettorale.
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia
Che la politica fiscale del centrosinistra sarebbe stata quella che oggi vediamo implementata era ben chiaro a tutti. Leggi tutto
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Inserito il 29 settembre 2006.
Dichiarazione di Marco Taradash, portavoce RL
Contro la tassazione di “classe” nascono i Suviet.
“La tassazione dei Suv, che verrà introdotta nella prima finanziaria Padoa-Schioppa, non ha alcun senso logico. Leggi tutto
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Inserito il 29 settembre 2006. Tags: Atesia, audio
Roma – Interviste ai precari Atesia. CC 2.5 - Centro di Produzione
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Inserito il 28 settembre 2006.
Di Daniele Arletti
I mezzi di diffusione di massa (tradizionalmente radio, televisione e giornali, ecc.) costituiscono uno elemento fondamentale per condizionare le masse ( vedi ), specie se non esiste una rigorosa regolamentazione per le nuove tecnologie. Infatti, oggi queste permettono di trasferire contenuti audio/televisivi sui telefoni fissi e cellulari (con prospettiva più ampia di quelli tradizionali). Considerato che in Italia si ha il più elevato numero di telefonini al mondo, un domani si potrebbe creare la situazione che una massa enorme di persone che possiedono tale strumento, si possa tradurre in una utilizzazione per imporre in tempi rapidi decisioni che potrebbero essere anche un pericolo per la stabilità democratica di un Paese, in primis facendo leva sui giovani e giovanissimi che sono più esposti a pressioni con messaggi subliminali, con offerte mimetizzate tipo pubblicità-telefono-gratis, o come qualcuno della destra nelle recenti elezioni politiche aveva giù sperimentato il sistema con brevi messaggi (sms) di invito a votare a loro favore, ecc.). Quindi in prospettiva diventerà uno strumento decisionale difficilmente controllabile (vedi concetto di potere decisionale su larga scala). E se queste nuove tecnologie venissero utilizzate per creare una mobilitazione di massa da parte di forze irresponsabili disposte a rompere i meccanismi di difesa della democratizia? Marco Tronchetti Provera, numero uno di Telecom Italia oggi sostituito improvvisamente da Rossi, ha deciso di vendere una parte consistente del gruppo (TIM valutata 35 miliardi di euro, ma fortemente indebitata – 20 miliardi di euro), mentre si lascia intendere che si tratti di un operazione eminentemente finanziaria, in realtà è assai più consistente e molto sospetta la manovra politica fatta per cercare di eliminare il conflitto di interessi sui privilegi acquisiti dalla destra politica ed economica, introducendo l’invenzione di una manovra che sostanzialmente ricrei nuovi spazi da conquistare per rimontare la perdita di potere sui mezzi tradizionali, quando si verificherà la vera caduta del conflitto di interessi mai risolta da diversi anni. Cogliamo l’occasione, infine per rilevare la tendenza sospetta nel scindere la telefonia mobile e fissa, contro la strategia comune europea che marcia in direzione completamente opposta. Tronchetti Provera e Rupert Murdoch, il magnate australiano presente in Italia attraverso la controllata Sky che con il progetto comune del Digitale Televisivo Terrestre o DTT (vedi ) non trovando ancora le condizioni politiche per lanciare questa nuova tecnologia del digitale, perchè lo switch-off è slittato al 2008, ci tentano una seconda volta, con mezzi tecnologici più piccoli, per divulgare i contenuti audio/televisivi, ma sempre tenendo d’occhio gli obiettivi politici, anteponendo questi ultimi anche mascherandoli con presunte grandi manovre finanziarie, cosa che riteniamo nettamente superato sul piano politico e strategico del nostro Paese. Il Ministro Antonio Di Pietro chiede ora di rivedere le concessioni della telefonia mobile ( vedi ). Il Ministro Pecoraro Scanio richiama l’esecutivo perchè blocchi l’operazione. La golden-share ( vedi ) detenuta ancora dal Tesoro prevede che il governo possa opporsi alla ristrutturazione proposta di Telecom Italia per "salvaguardare i diritti e gli interessi politici e strategici dello Stato". Oggi attraverso i cellulari non sono solo strumenti di conversazione, ma prevedono anche altri servizi come l’invio di email, il collegamento ad Internet, l’invio di fax, invio di immagini, di audio, di filmati, di trasferimento di documenti, utilizzato per la stampa e le registrazioni d’archivi, che si possono diffondere nel mondo e fornire anche la ricezione/modulazione come una postazione multimediale professionale. E’ lecito, è COSTITUZIONALE che un gruppo privato (tra l’altro straniero) si appropri non solo della TIM, ma anche della gestione delle infrastrutture creando un nuovo monopolio per la telefonia mobile (in un’azienda dove lo Stato PUO’ ESERCITARE la Golden-Share, così come già fatto recentemente France-Telecom): prima che a carattere economico tale problema lo ripetiamo, investe grosse responsabilità in materia di tipo POLITICO e strategico, interesse primario per il Paese! Alla luce di quanto sopra, noi LIBERALSOCIALISTI con priorità dello "stato sociale", purchè efficiente e non fonte di sprechi e parassitismi. Allo Stato spetta sostanzialmente un duplice compito: da un lato quello di garantire le condizioni di uno sviluppo equo e il più possibile armonico, tutelando il mercato e la libera concorrenza dalla cappa soffocante dei "blocchi" e delle "corporazioni", di lobbies che si affermano attraverso scalate viste negli ultimi tempi; dall’altro lato lo STATO ha il compito di tutelare gli interessi dei cittadini , con priorità che assicurino i valori della DEMOCRAZIA nel rispetto degli obiettivi che ci poniamo attraverso il sostegno del Governo Prodi. Una realtà che non rientra in una normale attività di carattere economico e finanziario, ma travalica tali limiti per il grande valore attuale e di prospettiva che riveste già il settore delle telecomunicazioni tradizionali, dove le nuove tecnologie sono in continua evoluzione, deve essere decisa nel quadro di una politica nazionale e con la responsabilizzazione del Governo in carica.
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Inserito il 28 settembre 2006. Tags: Cercone De Lucia, cinema
Di Gianfranco Cercone De Lucia
La storia del film “Belle toujours” ha la misura di un aneddoto. Un anziano signore benestante reincontra per caso a Parigi un’amica dall’avventuroso passato: malgrado fosse sposata e amasse suo marito, provava piacere a tradirlo di continuo con degli sconosciuti; e l’amico, favorendo questa tendenza ossessiva, l’aveva introdotta come prostituta in una casa di appuntamenti. (E’ la stessa Sévérine, protagonista di un celebre film di Buñuel, “Bella di giorno”). Leggi tutto
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Inserito il 28 settembre 2006.

www.phastidio.net
Alcuni numeri per rendere meglio l’idea dell’incomprimibilità della spesa pubblica italiana: 144 miliardi di euro di costi del personale, 100 miliardi di spese per acquisto di beni e servizi. Leggi tutto
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Inserito il 28 settembre 2006.
“Doveva essere una Finanziaria di “rigore e sviluppo”, sta diventando una manovra ispirata dal “furore ideologico” della sinistra massimalista nei confronti dei redditi medi ed alti. Leggi tutto
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Inserito il 28 settembre 2006.
Roma – Radio 3 mondo con Colombo, Pannella e Coen. CC 2.5 - Centro di Produzione
E’ un servizio di Radioweblog.it
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Inserito il 27 settembre 2006.
Da Corriere.it MILANO – Ventuno ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dalla Procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta sulle intercettazioni coordinata dai pm Nicola Piacente, Stefano Civardi e Fabio Napoleone che tocca anche Telecom. Tra gli arrestati vi sono anche l’ex manager della società ed ex sottufficiale dell’Arma Giuliano Tavaroli, a lungo braccio destro di Marco Tronchetti Provera e capo della sicurezza del gruppo fino al maggio 2005, ed Emanuele Cipriani, titolare dell’agenzia di investigazioni fiorentina Polis d’Istinto. I due sono stati arrestati rispettivamente a Milano e a Firenze. ARRESTATO IEZZI – Altro nome eccellente è quello di Pierguido Iezzi, responsabile della security Pirelli, anche lui in carcere nell’ambito della stessa inchiesta. Iezzi e Tavaroli risultano al momento le uniche due persone legate alla compagnia telefonica ad essere coinvolte nella vicenda delle intercettazioni. Iezzi è stato arrestato all’alba nella sua abitazione nell’hinterland milanese. Per Tavaroli, Cipriani e Iezzi l’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla rivelazione di segreti di ufficio. CONTI ESTERI – Tra i reati contestati a Tavaroli e a Cipriani c’è inoltre l’appropriazione indebita. L’ipotesi scaturisce dagli accertamenti su un giro di fatturazioni di società estere, indirizzate al gruppo Telecom-Pirelli, che gli inquirenti sospettano possano essere state gonfiate per rendere disponibili somme di denaro. Sono stati infatti sequestrati conti correnti esteri contenenti valuta per 15 milioni di euro: di questi 11 erano in Lussemburgo e due in Svizzera su conti cifrati, ai quali si è potuto avere accesso solo in seguito a rogatorie internazionali. Secondo i carabinieri, i conti sarebbero riconducibili all’agenzia investigativa fiorentina. Per questo troncone di inchiesta risulta accusato di riciclaggio il commercialista di Cipriani, Marcello Gualtieri. Sempre a Firenze è stato posto sotto sequestro un immobile del valore di circa due milioni di euro di proprietà dello stesso Cipriani. INFORMAZIONI RISERVATE – Gli inquirenti indagano inoltre su informazioni carpite illegalmente dagli investigatori della Polis d’Istinto. Nell’ordinanza emessa dal gip di Milano, Paola Belsito, si spiega il meccanismo: gli investigatori «ricevuto l’incarico da parte dei dirigenti delle security» fornivano loro «un resoconto delle attività condotte completo di informazioni illegali». Tra le informazioni illecite vi sarebbero precedenti penali, informazioni tributarie, fiscali, anagrafiche, accertamenti bancari, fornite da chi si trovava in posizioni tali da trattarle, cioè agenti e militari compiacenti che in questo modo rivelavano segreti d’ufficio o violavano la privacy delle persone «monitorate». CORRUZIONE – Tra i ventuno arrestati (di cui 3 posti agli arresti domiciliari) compaiono anche alcuni poliziotti della Questura di Firenze e di Prato, militari della Guardia di Finanza di Firenze, un carabiniere del capoluogo toscano, cinque militari della Guardia di Finanza in servizio a Como (che avrebbero fornito informazioni riservate all’agenzia investigativa), un impiegato dell’Agenzia delle entrate di Firenze e un altro poliziotto. L’accusa per tutti è di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla rivelazione di segreti d’ufficio. È finito in manette anche un agente della Polizia Stradale di Torino, Moreno Bolognesi. L’uomo è accusato in particolare di violazione dell’articolo 323 del Codice Penale (abuso d’ufficio), per essere entrato nel centro dati del Ministero dell’Interno con una password personale per fare ricerche senza giustificato motivo. Decine e decine le perquisizioni in circa venti città, da Milano a Firenze, da Bologna a Prato a Torino, Novara e Como.
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Inserito il 27 settembre 2006. Tags: Della Vedova, intervista
Intervista a Benedetto Della Vedova di Marcello Zacchè
su Il Giornale del 27 settembre 2006 pag.7
Il deputato azzurro: «Il premier domani alla Camera potrà salvarsi solo dando del bugiardo a uno dei nostri maggiori imprenditori» Leggi tutto
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Inserito il 26 settembre 2006.
Da Corriere.it
MILANO – Se una recente ricerca Eurostat smentiva il fatto che gli italiani siano un popolo di navigatori (sul web, ovviamente), una recente indagine sembrerebbe almeno confermare che rimaniamo dei sognatori. Il 43% degli italiani videogioca secondo rapporto annuale dell’Aesvi – Associazione editori software videoludico – poco meno della la metà degli italiani, infatti, si diverte con i videogiochi. UN’INDUSTRIA IN PIENA ESPANSIONE – E mentre il 43% dei nostri connazionali consuma hardware e software di intrattenimento, a goderne è anche l’industria videoludica italiana: considerando solo i canali di vendita tradizionali (niente edicole e acquisto online, dunque) il mercato italiano dei videogiochi per dimensione è diventato il più importante nell’industria dell’intrattenimento: 514 milioni di euro nel 2005 (+9%) rispetto ai 400 milioni circa dell’home video (-10%) e ai 270 della musica (-4%). Il divario tra il nostro mercato e quello dei principali Paesi europei resta alto (l’Italia è il quinto mercato, Gran Bretagna, Francia e Germania da sole rappresentano il 70% di tutto il settore in Europa), quindi gli entusiasmi sono ancora da frenare. Ma il mercato indiscutibilmente va: quasi 742 milioni di euro complessivamente (con anche l’hardware, che rappresenta il 30,7%) nel 2005. Nello specifico l’anno scorso sono state vendute più di 631 mila tra Nintendo Ds e Sony Psp, mentre sono in flessione le vendite delle console casalinghe: 850 mila (135 milioni), in un anno in cui c’è stato il lancio della sola Xbox 360. L’attesa per Playstation 3 e per il Wii di Nintendo dà la certezza di uno sprint futuro anche di questo comparto. IL 39% DEI GIOCATORI E’ DONNA – Tornando all’aspetto sociale, scopriamo quindi che circa 24 milioni di cittadini del Belpaese (dai 4 anni in sù) ama videogiocare e di questi 10 sono donne, una fetta pari al 39% faticosamente raggiunta negli ultimi anni. A livello di età, la media del videogiocatore è di 28 anni e il 57% è tra i 18 e i 44 anni. Lasciano quindi stupiti i dati relativi ai bambini/ragazzi tra i 6 e i 17 anni: in questa fascia utilizzano videogiochi con maggiore o minore frequenza il 98% degli italiani! A livello geografico la maggiore concentrazione di giocatori è nel Sud, con la Campania al primo posto con il 56% di giocatori tra i residenti. Seguono l’Emilia Romagna (52%), le Marche e la Sicilia (46%), quindi in linea con la media nazionale la Lombardia, il Triveneto e il Piemonte. Non stupisce, anzi si conferma la tendenza dei gamers a essere in una fascia culturale più alta rispetto alla media nazionale: sono forti lettori di quotidiani e in genere di letteratura, ascoltano spesso la radio mentre l’utilizzo della televisione è decisamente più basso, sono forti consumatori di musica. UN POPOLO DI PIRATI – Al fatto che poi siano effettivamente dei «consumatori paganti» è dedicata un’ultima parte della ricerca dell’Aesvi, incentrata sul fenomeno della pirateria esclusivamente però dal punto di vista del software videoludico. La premessa di questa sezione così interessante – perché di dati sulla pirateria in Italia, diffusa oltre ogni possibile confronto rispetto ad altri Paesi europei, non se n’erano mai visti – è però un accento sulla sottostima dei dati ottenuti dagli intervistati. Solo il 26% di questi ha infatti ammesso di «piratare» i videogiochi, percentuale a detta della stessa associazione assolutamente più bassa rispetto alla realtà. Tra gli intervistati che ammettono i propri furti, il 16% compra copie pirata dei videogiochi, il 13% si «masterizza» da solo copie domestiche dagli originali degli amici e l’8% scarica direttamente dalla rete i propri oggetti del desiderio.
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