Padoa Schioppa è più debole e sotto lo schiaffo della sinistra

Intervista a Benedetto Della Vedova su il Secolo d’Italia del 31 agosto 2006 pag.3
Roma. «È paradossale, si era presentato da ministro con toni terroristici, diceva che la situazione era peggiore di quella del ’92. Poi improvvisamente la situazione è cambiata e si è fatto addirittura lo sconto sulla Finanziaria …». Ogni riferimento al ministro Tommaso Padoa-Schioppa non è puramente casuale. A lanciare frecciate velenose all’indirizzo del titolare di Via XX Settembre è Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia.

Perché il rigoroso Padoa-Schioppa si è piegato così facilmente ai diktat della sinistra?
Perché questo governo ha scelto di non affrontare i nodi politici ma di provare a sopravvivere. Nella maggioranza c’è uno scontro in atto tra sinistra e centrosinistra che impedisce di fare scelte di fondo. Anzi, alla fine il bonus Tremonti, il maggior gettito fiscale incassato grazie al governo precedente, si trasforma nello strumento necessario a sbrogliare la matassa politica.

Dopo la decisione di acconsentire alla riduzione della manovra, oggi la poltrona di Padoa-Schioppa è più salda o più traballante?
Il ministro è decisamente più debole, sta emergendo in maniera clamorosa la sua mancanza di sostegno politico dei partiti, è un uomo solo costretto a barcamenarsi.

E Prodi? Possibile che abbia rinunciato così in fretta alla sua linea dei rigore?
Lui cerca di sopravvivere a tutti i costo anche utilizzando il soccorso
insperato di quel governo Berlusconi di cui aveva detto peste e corna fino al giorno prima, e proprio sullo sfascio dei conti in cui avrebbe lasciato il nostro Paese.

Prevede ulteriori cedimenti da parte del ministro sui tagli della Finanziaria?
Tutto lascia prevedere che in Parlamento possano essere apportati ulteriori correttivi al ribasso. Magari utilizzando ancora la prospettiva del recupero dell’evasione fiscale. Anche perché Prodi a tutto rinuncerà tranne che alla famigerata manovra sul cuneo fiscale, su cui si gioca la faccia e che io ritengo sbagliatissima.

Perché?
Si rivelerà controproducente per l’Italia. Una misura molto costosa – magari da finanziare tassando il risparmio degli italiani- e che produrrà solo effetti distorsivi, favorendo le imprese più arretrate e penalizzando quelle tecnologicamente più avanzate. Gli effetti di un tale intervento svaniranno in pochi anni, lasciando invece a tempo indeterminato gli oneri a carico dei risparmiatori.

Condivide le critiche rivolte a Padoa-Schioppa dall’economista
Giavazzi sull’assoluta assenza di una politica di riforme strutturali nel Dpef?
Certo che le condivido. Anzi, con la riduzione della manovra il ministro ha fornito altri argomenti validi a Giavazzi.Fino ad ora questo governo ha fatto solo false liberalizzazioni. – L’unica, quella sui tassisti, se l’è dovuta anche rimangiare.

Anche dall’Europa iniziano a piovere critiche per le scelte del
governo, considerate troppo soft…
C’era da aspettarselo. La correzione del deficit di questa manovra potrà essere sufficiente a rientrare nei parametri europei per il 2007 ma impedirà qualsiasi intervento di carattere strutturale nei grandi comparti di spesa.
L. M.


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