Caro benzina

da IBL.it

Un nuovo sito per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla vera causa del caro benzina: da oggi è online www.stopaccise.com, un importante strumento a disposizione di tutti i cittadini per confrontare il costo del pieno nel 1996 e oggi. Questa iniziativa intende richiamare l’attenzione sulla causa nascosta del caro benzina: l’imposizione fiscale. Sebbene il livello delle accise in Italia non si discosti significativamente dalla media europea, un confronto col Pil pro capite rivela come il peso del fisco sia per gli italiani assai più pronunciato che per gli altri europei Il prelievo fiscale sui carburanti è odioso perché colpisce i cittadini su un servizio essenziale: la mobilità. Le dimensioni delle imposte che gravano il pieno arrivano al 70 per cento del prezzo alla pompa: un affronto e una presa in giro se si considerano le frequenti lamentazioni, da parte degli uomini politici, sull’eccessivo costo della benzina e del diesel. Se davvero gli uomini politici ritengono, come dovrebbero, che i contribuenti siano taglieggiati dal fisco, dispongono di tutti i mezzi per porre rimedio al problema. Le accise italiane sono ben superiori ai livelli minimi imposti dall’Unione Europea. Inoltre, così come gli organismi comunitari non hanno contestato le ripetute decisioni di alzare le accise assunte dagli ultimi governi, è ragionevole aspettarsi che nulla osti a una loro modifica verso il basso. Le accise italiane sono del 57,1% superiori al minimo UE. Le imposte sui carburanti costano agli italiani, in proporzione al reddito, più che agli altri europei: le imposte su un pieno di benzina al mese su un’auto di media cilindrata equivalgono al 2,65% del nostro Pil pro capite, contro il 2,25% dei francesi, 2,33% dei tedeschi, 1,79% degli svedesi. Solo i portoghesi (4,61%) pagano più di noi. Sui carburanti vige quadrupla tassazione (accisa, Iva sul prezzo, Iva sull’accisa, tassazione dei profitti delle compagnie); Visitando il sito www.stopaccise.com è possibile visualizzare quanta parte del costo medio di un pieno viene assorbita dalle accise sui carburanti. Grazie ai link presenti sul sito, è possibile inviare a partiti e organi di informazione un messagigo e-mail per chiedere la riduzione delle accise che, vale la pena ripetere, sono le più alte d’Europa.


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